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Il Bologna è incapace di segnare e ora trema

Redazione TuttoBolognaWeb

Per l'ennesima volta Davide Ballardini si può presentare in conferenza stampa parlando di segnali di vita dati dalla sua squadra, crogiolarsi nei mezzi complimenti per l'impegno mostrato, ma alla fine del campionato mancano solo due giornate e la situazione, se possibile, appare ancora più critica. Pareggiare a Genova è un risultato che sulla carta tutti avrebbero firmato alla vigilia, ma quanto visto sul campo del Ferraris e soprattutto a Catania ha ribaltato le prospettive e legittimato anche la delusione per non aver portato a casa l'intero bottino.

E il racconto della domenica forse deve proprio correre in parallelo su due campi lontani geograficamente ma vicini nelle motivazioni con due squadre disperate e due invece abbondantemente sazie. Se a Genova c'è un Bologna che parte convinto e concentrato con l'intento di pressare alto l'avversario ma incapace di costruire occasioni degne di nota, a Catania i padroni di casa in poco più di mezzora segnano due reti ad una Roma finora praticamente imperforabile. Ai posteri l'ardua sentenza di giudicare se siano state maggiori le motivazioni dei siciliani rispetto a quelle degli bolognesi o soltanto la sportività del Genoa rispetto alla Roma, ma il fatto è che mentre Izco metteva in ginocchio i giallorossi, i rossoblù fallivano una sola vera occasione con Bianchi prima di ringraziare la fortuna e Curci per non essere capitolati. Il primo tempo risulta una prova della generosità inconcludente di un Bologna che finisce sempre per spendere energie senza costruire nulla anche a causa di un'identità tattica indefinita che vede un giro palla lento e prevedibile bloccato anche da scelte incomprensibili come l'impiego ostinato di Friberg che rende inutilizzabile la zona di destra dello schieramento felsineo.

Graziati dall'Udinese che impallina il Livorno ma pungolati dal Catania saldamente in vantaggio, gli uomini di Ballardini entrano negli spogliatoi per riemergere stavolta finalmente più determinati ma ancora per niente coordinati. Nel primo quarto d'ora, mentre in Sicilia si allarga il vantaggio degli etnei, Lazaros e poi soprattutto Bianchi hanno due ottime opportunità per infilare la palla alle spalle di Perin ma falliscono entrambi dimostrando ancora una volta quell'assenza di cinismo che quest'anno è già costata parecchi punti al Bologna. Il Genoa prova qualche reazione, ma non si scrolla mai veramente di dosso l'atteggiamento da squadra satolla e vede ancora gli avversari provare a capitare in maniera più o meno casuale nella propria area con qualche fiammata improvvisa di Kone mentre Ballardini decide di giocarsi la carta disperata di Paponi, ancora una volta considerato arma in grado di ribaltare le dinamiche offensive dell'anemico Bologna. E la palla giusta per trasformare l'ex panchinaro del Montreal nell'eroe salvezza arriva anche grazie ad un ottimo lavoro di Bianchi a pochi minuti dal termine ma il tiraccio si infrange esattamente sul portiere del Genoa insieme alle speranze di vittoria dei rossoblù.

La qualità dei singoli è ancora una volta la condanna palese delle scelte di mercato compiute dalla competenza di Zanzi e dalla disponibilità economica di Guaraldi, ma l'assenza di un'organizzazione e di fame agonistica sono colpe gravi di un Ballardini che sembra trascinarsi per inerzia a fine campionato. Questo Bologna non costruisce coscientemente occasioni da gol, ma si limita a sperare che capitino in qualche modo e poi le spreca per debolezza mentale e assenza di motivazioni mentre il tecnico continua a sbagliare sempre qualche scelta nell'undici iniziale e conseguentemente anche la gestione dei cambi. Basti pensare che lo stesso pallone consegnato a Cristaldo (65 gol in carriera) piuttosto che a Paponi (16 reti da professionista) probabilmente sarebbe stato impiegato diversamente. Invece in casa felsinea proseguono gli esperimenti e intanto la classifica prende una piega decisamente inattesa trasformando quel Bologna-Catania che avrebbe dovuto essere una vittoria sicura in una vera e propria battaglia per la sopravvivenza. Visto lo spirito mostrato finora dal Bologna c'è poco da stare sereni.