Tutto Bologna Web Primo Piano Guaraldi: "Non rifarei il presidente, il Bologna è sempre in vendita"

Guaraldi: "Non rifarei il presidente, il Bologna è sempre in vendita"

Redazione TuttoBolognaWeb

Ospite sulle frequenze di Radio International, il presidente Albano Guaraldi ha rilasciato numerose dichiarazioni interessanti durante la trasmissione Fuori dalle Righe. Queste quelle relative alla situazione debitoria del Bologna e alla possibile cessione del club: "Quando abbiamo salvato il Bologna c'era un debito complessivo di 50 milioni di euro di cui 30 solo in Lega con cui oggi invece siamo a credito di circa 3 milioni. Il debito con creditori e fisco invece è sceso e si attesta sui 7 milioni di euro ma non mi preoccupa perchè l'abbiamo ratealizzato e sappiamo di doverci muovere sempre con cautela. Non facciamo aumenti di capitale perchè mi sembrerebbe immorale immettere dei soldi nel Bologna e non nelle altre aziende di proprietà che sarebbero altrettanto meritevoli di aiuto. Personalmente è vero che sono in ritardo con alcuni creditori ma alla fine pago sempre e sono orgoglioso di dire che nessun mio dipendente è in cassa integrazione. Il Bologna, come tutte le altre società, dovrà quindi continuare anche nei prossimi anni a vendere qualche giocatore per andare avanti. Se tornassi indietro probabilmente non rifarei la scalata alla maggioranza del club perchè ho accettato spinto dall'entusiasmo dei soci senza pensare che avrei creato troppe aspettative nei tifosi che ora mi contestano. Devo imparare a gestire meglio alcuni aspetti della comunicazione ma oggi non saprei sinceramente come recuperare il rapporto con parte della tifoseria. Confermo che recepisco uno stipendio come presidente del Bologna ma questo spesso serve per pagare il mutuo dell'albergo di Carloforte lasciato da Porcedda che da credito è diventato un debito. Il club però è in vendita se si presenta qualcuno di serio ed affidabile in grado di far rientrare tutti noi soci del denaro immesso: la mia quota è di circa 11 milioni. A fine anno poi scadrà il patto di sindacato con accordo di covendita che comporta la cessione dell'intero pacchetto: decideranno i soci se rinnovarlo o meno".