di Manuel Minguzzi
Gli ex puniscono il Bologna, Carpi solo in vetta
E' stata la classica giornata degli ex, il tridente tanto bistrattato del Livorno alla fine punisce il Bologna e con esso una sciagurata gestione del vantaggio. Con qualche variazione rispetto all'undici iniziale, Gautieri trova una insperata rimonta grazie a Galabinov (vecchia meteora rossoblù) e quel Vantaggiato che dopo l'annata disastrosa a Padova sembrava destinato all'oblio. Sono loro gli artefici della vittoria amaranto, la quale, evidentemente, porta con sé parecchio rammarico in casa rossoblù per via di una partita praticamente in pungo e che alla fine non regala nemmeno un punticino. L'entrata in campo del bulgaro consegna le chiavi del match in mano a Gautieri, togliendole di prepotenza da quelle di Lopez poco lesto nel trovare le giuste contromisure alle quattro acuminate punte dei padroni di casa. Inspiegabile aver tenuto in panchina un attaccante del genere, forte fisicamente e bravo tecnicamente, Galabinov ha trafitto il Bologna siglando il rigore del pari e mettendo sul piatto due assist, il primo di petto per Vantaggiato (uno a uno) il secondo per Biagianti che propizia poi la rete decisiva. E', sostanzialmente, il match winner, strappando la palma di migliore in campo a quel Zuculini bravo a mettere lo zampino nelle due reti ospiti: la prima comica con un autorete da Mai Dire Gol del duo Ceccherini-Bernardini - con quest'ultimo che spara addosso al compagno poco pronto a togliersi da una scomoda posizione sulla linea di porta - la seconda invece di ottima fattura grazie al perfetto lancio di Buchel e alla staffilata bassa dell'argentino. In quel momento il Bologna si è sentito padrone dei tre punti e della vetta, senza fare i conti con una Serie B sempre pronta a regalarti sorprese quando meno te lo aspetti. Hanno fatto anche discutere le scelte di Lopez, il non rafforzare un centrocampo in difficoltà a fronte di quattro punte e il privare il Bologna dell'attaccante di stazza Cacia lasciando da solo in avanti il mingherlino Pasi, il quale - inevitabilmente - non ha toccato palla in mezzo ai colossi Emerson e Bernardini. Non è parso irreprensibile nemmeno Stojanovic, troppo frettoloso nell'uscita dai pali in occasione del tre a due finale. In questo caso la sensazione è che i due portieri rossoblù siano complementari, aspetto che risulterebbe utile in altre zone del campo ma non per la porta in cui uno solo gioca.
E dire che la partita aveva offerto ben poco nel primo tempo, con le due formazioni più intente a non scoprirsi piuttosto che cercare la vittoria. Nella seconda frazione la musica è cambiata, ma solo grazie al regalo amaranto che ha permesso al Bologna di andare in vantaggio e alla partita di sbloccarsi. Tutto quello che è successo dopo è stato spettacolare, magari non per i più tattici, ma di certo per i passionali. Viene premiato il coraggio di Gautieri di affidarsi a un quartetto offensivo, soprattutto la scelta di privarsi del caotico Cutolo per dare spazio a Galabinov, autentico protagonista della ripresa dopo che nella prima frazione la palma di migliore se l'era accaparrata un altro ex, quel Siligardi vicinissimo alla rete dopo pochi secondi al termine di una giocata che sarebbe finita negli annali del calcio se solo quel sinistro al volo fosse entrato. Dall'altra parte Lopez deve rinunciare a un cambio per via dell'infortunio ad Acquafresca che impone la sostituzione con Pasi, decisamente asincrono con le note dei suoi compagni di squadra. La scelta del mister di non cambiare lo schema tattico a fronte dell'offensiva amaranto sembra premiare quando Zuculini riporta in vantaggio il Bologna, ma è un illusione che naufraga nel momento in cui l'uscita di Cacia sprona gli avversari a schiacciare i rossoblù nella propria metà campo. Peccato solo non sia arrivato il tre a uno che avrebbe chiuso i conti grazie a Laribi, il cui tiro finisce sull'esterno della rete. Il resto è storia nota e che fa male, una sconfitta forse immeritata ma che potrebbe servire da lezione per il futuro. Destano preoccupazione i tre gol presi dopo che la difesa era parsa il punto di forza della squadra, la scarsa vena di un Cacia fermo sulle gambe e un cronico problema sugli esterni che anche in B si ripropone. Diciamo che se il Livorno si può considerare come una delle avversarie più accreditate, l'esperienza ricevuta in dono ai giovani rossoblù dopo questa partita servirà sicuramente da lezione, con la sensazione che bastino piccoli accorgimenti per evitare ulteriori debacle. Dopo sette risultati utili si interrompe la striscia positiva, sabato arriva il Carpi, la capolista anomala che ormai non si può più definire sorpresa. Occorre riprendere la marcia subito e contestualmente la vetta, quello di Livorno sembra un banale incidente di percorso. Speriamo sia realmente così.
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