Intervenuto nella trasmissione "L'infiltrato Speciale" su Radio International Bologna in diretta da Casteldebole, Gyorgy Garics ha risposto alle domande di Leonardo Vicari. L'intervista vis à vis, è partita dai malumori della piazza sul momento difficile della squadra: "E' normale che quando le cose non vanno bene, soprattutto dopo questo fine settimana avverso, la gente sia scontenta. D'altra parte sarebbe stato difficile pretendere che il Bologna andasse a vincere contro la Juve: se avessimo fatto risultato sarebbe stato fantastico, ma penso che si sia vista una prestazione di livello. Purtroppo anche le dirette concorrenti hanno fatto risultato superando il Bologna in classifica. Credo che usciremo da questo momento 'no' perché pensiamo di avere mezzi e qualità per farcela, abbiamo già affrontato momenti difficili superandoli e non vedo perché non dovremmo riuscirci anche questa volta". Incalzato sul fatto che il Bologna non abbia gioco e una condizione fisica precaria, il terzino austriaco non è parso d'accordo: "E' vero che abbiamo avuto difficoltà ad esprimere il nostro gioco, in più mancano risultati e gol, non possiamo negarlo. Non credo invece che ci manchi la condizione fisica; se parliamo di critica delle prestazioni dico che siamo stati carenti sul piano dell'attenzione nel finale delle partite, dove abbiamo subito dei gol che hanno rovinato quanto fatto prima. Dico che dobbiamo migliorare come concentrazione e non come atletica, anche se facciamo un confronto con le altre partite, risulta che difettiamo in attenzione: se mancano le gambe nel finale, devi essere più attento nel finale e sopperire alla stanchezza con l'esperienza e l'intelligenza". Riguardo invece il tema impegno, Garics non transige e ricorda: "Chi viene a vedere la partita vede il nostro impegno; chi è venuto a sostenerci a Casteldebole per fare sentire il proprio appoggio verso di noi, ce l'ha dimostrato: non penso lo avrebbero fatto se non avessero visto che ci mettiamo il cuore. Da parte nostra noi diamo sempre tutto, non vedo nessuno che si tira indietro anzi, siamo i primi a soffrire quando non riusciamo ad esprimerci come dovremmo". Chiamato in causa sul tema della concorrenza nel suo ruolo e in seguito sulla crescita della difesa: "Non è vero che non c'è concorrenza. L'anno scorso c'era Motta e si diceva che c'era concorrenza con lui e quest'anno non è vero che non c'è nessuno: c'è Crespo, poi c'è Lazaros che può giocare lì e venerdì ci ha giocato Kone. Inoltre non è che io mi senta inamovibile, cerco sempre di migliorarmi partita dopo partita per meritarmi il posto. Ho giocato bene a Bergamo da centrale? Non so se è stata la mia miglior partita, ma non mi sono trovato male in quel ruolo e se Pioli ritiene che io debba giocare li, va bene. Ho cercato di fare del mio meglio cercando di usare l'esperienza e adattandomi. In difesa, nelle ultime partite, abbiamo fatto meglio la fase difensiva e abbiamo preso gol anche per demeriti individuali. Dobbiamo sicuramente lavorare meglio e dare un contributo collettivo che aiuti la fase difensiva come stiamo facendo ultimamente. Poi è chiaro che c'è l'avversario che ogni domenica è diverso e dobbiamo interpretare bene la partita a seconda di chi incontriamo. Attacchiamo più sulla sinistra che sulla destra? Non credo, il mister non mette alcuna restrizione su come e dove attaccare. Il calcio è imprevedibile, noi sviluppiamo le nostre azioni a seconda di dove si crea lo spazio per farlo". Infine, una considerazione generale sul campionato e sulla Fiorentina: "Ogni anno è sempre più difficile, dopo 7 anni che gioco in A lo posso dire. Le ultime 10 squadre sono su un livello molto più equilibrato e lottano tutte per salvarsi".
Garics: "Non manca l'impegno: lavoriamo per migliorarci"
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