Il diciannove maggio comparì, sul sito del Bologna, la nota che conferiva a Filippo Fusco l’incarico di verificare i contratti in essere della squadra. Oggi, esattamente un mese dopo, l’avvocato napoletano diventato nel frattempo responsabile dell’area tecnica, si è presentato alla stampa. E non è un caso che sia il day-after dell’addio ufficiale a Zeman, accasatosi ai rossoblù sbagliati, un allenatore su cui Fusco puntava molto: “Ieri mi ha chiesto di liberarlo dall’impegno che aveva con il Bologna FC. Non condivido la sua scelta ma evidentemente non era motivato a sufficienza, come invece lo sono io. Per qualche settimana – prosegue – ho considerato Zeman virtualmente l’allenatore del Bologna, ora valuterò alternative altrettanto valide anche se meno affascinanti”. Probabilmente, alla base della scelta del tecnico boemo le difficili condizioni a livello societario: “Pensavo avremmo risolto la situazione finanziaria in tempi più brevi, ma questa dilatazione non inficia la bontà del progetto tecnico imbastito. Devo scusarmi con alcuni soci – sorprende – poiché avevo dato loro la garanzia del progetto Zeman per riavvicinare i tifosi”. Il progetto tecnico, boemo o no, ora può però mettersi in moto. Secondo Fusco, infatti, rischi di non iscriversi alla Serie B non dovrebbero essercene: “La fine del tunnel è vicina. Con la fidejussione le difficoltà gestionali sono quasi del tutto risolte: il rischio del mancato pagamento degli stipendi è marginale, non lo prendo neanche in considerazione”.
Fusco si presenta: "La fine del tunnel è vicina. Settimana prossima l'allenatore"
Progetto tecnico, dunque. Perso Zeman bisogna trovare un allenatore, e il direttore sportivo non si è fatto trovare impreparato dal gran rifiuto: “Cerchiamo un mister con idee di gioco simili a Zeman, anche per non rendere vano il lavoro fatto in queste settimane su alcuni giocatori. All’inizio della settimana prossima dovremmo poterlo annunciare”. Alcuni elementi sarebbero già pronti a sbarcare sotto le Due Torri, così come tanti dovrebbero partire: “Una retrocessione lascia delle scorie, serve nuova linfa e perciò voglio cambiare il più possibile. Anche perché – spiega – in rosa ci sono giocatori che sia anagraficamente sia economicamente non si sposano con il nostro progetto”. Qualche cessione sarà più difficoltosa di altre, dal momento che alcuni elementi “con ingaggio alto non hanno reso come si pensasse”, mentre per le comproprietà (domani ultimo giorno per risolverle) il più sembra fatto: “Sorensen tornerà alla Juventus, così come Krhin all’Inter. Per Taider la situazione è più spinosa considerando anche la lontananza del giocatore, impegnato al Mondiale, ma siamo vicini a una soluzione”. Nessuna contropartita tecnica al momento, solo conguagli economici, tuttavia la promessa strappata di avere una corsia privilegiata su alcuni giovani di queste squadre. Un gradito ritorno, invece, dovrebbe essere quello di Alessandro Capello, che potrebbe diventare il simbolo di questa nuova era rossoblù targata Fusco: “L’idea è di riportarlo tutto al Bologna, mi piacerebbe dare una connotazione il più possibile bolognese alla squadra. Vorrei una partecipazione come quella vista a Bari: il Bologna è come un nostro caro ammalato, bisogna stringersi a lui per dargli la forza di guarire”.
Stamattina, infine, era girata la voce delle sue possibili dimissioni dopo il mancato arrivo di Zeman. Bene, niente di più falso: “Il mio entusiasmo è lo stesso, sento la fiducia della società e, nonostante le difficoltà, al Bologna mi trovo a mio agio. Anzi, con un allenatore che non sarà Zeman – puntualizza – avrò ancora più responsabilità sulle spalle”. Un uomo pratico, consapevole e con la voglia necessaria: questo è sembrato Filippo Fusco. In bocca al lupo a lui.
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