di Mark Keven Cruzat
ESCLUSIVA TBW - Savoldi: "Zeman non è adatto al Bologna"
Come già risaputo, la penultima giornata di serie A ha emesso gli ultimi verdetti e decretato la retrocessione matematica del Bologna. Il morale di tutto l'ambiente bolognese è sotto i tacchi e, tra problemi societari e una tifoseria infuriata, si sta cercando di capire i motivi che hanno portato a questa disfatta da cui necessariamente si deve riflettere per poi ripartire immediatamente. E proprio per analizzare meglio questo momento, la redazione di Tuttobolognaweb, ha intervistato in esclusiva Giuseppe Savoldi, ex attaccante del Bologna che tra l'altro proprio con la maglia rossoblù, vinse nella stagione 1972-73 la classifica cannonieri della serie A (a pari merito con Gianni Rivera e Paolo Pulici).
Partiamo dal campo: il Bologna ha meritato questa retrocessione? "Il Bologna è una squadra che aveva tutte le potenzialità per restare in serie A ma non è riuscita a sfruttarle tutte: quando era necessario fare punti non è mai stato in grado di dare una svolta al suo campionato. La squadra non ha mai dimostrato in campo quella cattiveria e quella voglia di reagire che tutto l'ambiente si sarebbe aspettato. Non sono d'accordo con coloro che pensano che la causa di questa retrocessione sia stata la partenza di Diamanti: certo, era un giocatore fondamentale per la formazione rossoblù, ma a calcio si gioca in undici".
Quali spiegazioni da a quest'annata storta? Chi sono per lei i principali responsabili? "Non voglio fare nomi ma è chiaro che, una volta ceduto Diamanti, era necessario rimpiazzarlo con un giocatore all'altezza, ma così purtroppo non è stato fatto. Sul campo poi sono stati commessi troppi errori: analizzando l'ultima partita, ad esempio, io mi chiedo perchè non si è provato a rischiare fin dall'inizio un modulo più offensivo con due punte di peso come Bianchi e Aquafresca. Il Bologna di questa stagione è stato troppo remissivo e a volte, rischiare può essere una soluzione e non un male. Il Sassuolo, ad esempio, durante tutto l'arco della stagione ha dimostrato di essere una squadra con gli attributi: Di Francesco non ha mai avuto timore di inserire 2 o 3 punte anche contemporaneamente ed è stato proprio questo atteggiamento propositivo e coraggio che gli ha permesso di salvare la sua squadra".
Per la risalita si parla di Zeman lei concorda o no con l'eventuale arrivo del boemo? "Su questo punto sono piuttosto scettico. Ritengo Zeman un tecnico capace ma non so se sia il tecnico giusto per questo Bologna. È un allenatore che esige molto e che pretende sempre giocatori adatti al suo modo di giocare, garanzie che in questo momento la società rossoblù non può offrirgli. Questo Bologna è diverso dal Pescara che riuscì a far risalire in A: loro avevano un organico completo con individualità importanti. Questo Bologna, invece, presenta ancora troppe incertezze".
Quali sono i primi passi da fare per ripartire ora? "Il Bologna ha bisogno di ripartire e acquistare nuovi giocatori funzionali al campionato cadetto. Una squadra come il Bologna con una storia così gloriosa e con una tifoseria così calorosa non può permettersi di restare per troppo fuori dai vertici del calcio italiano. Il Bologna e la sua gente si meritano un palcoscenico adatto al loro blasone che si chiama "Serie A".
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