di Marco Vigarani e Manuel Minguzzi
ESCLUSIVA TBW - Oriali: "Porto nel cuore Bologna, mi piacerebbe tornare"
Sabato il Bologna farà visita all'Inter in una gara sulla carta complicatissima. Per parlare della partita ma anche del momento del club rossoblù dentro e fuori dal campo, abbiamo raggiunto Gabriele Oriali, ex nerazzurro ma anche dirigente di entrambe le società che ha legato il suo nome ad uno dei periodi più esaltanti della storia recente dei rossoblù portando a Casteldebole campioni amatissimi come Nervo, Paramatti e Baggio.
Caro Oriali, la partita di sabato mette di fronte due squadre che non sembrano in gran forma: chi sta peggio?
"Difficile dirlo, tutte e due sono ancora in corsa per i rispettivi obiettivi, l'Europa per l'Inter la salvezza per il Bologna. In questo momento ogni punto può essere importante e credo che tutto verrà deciso all'ultima giornata. Il Bologna nelle partite che ho visto avrebbe meritato qualcosina in più, soprattutto a Milano con il Milan e in casa con la Roma".
In che modo questo Bologna può mettere in difficoltà i nerazzurri?
"Per questo c'è Ballardini, partite scontate a questo punto della stagione non ce ne sono e anche il Bologna può giocare la sua onesta partita a San Siro. I nerazzurri non sono esenti da errori, disattenzione e poco cinismo non consentono alla squadra di chiudere le partite. A Livorno bene per un tempo poi c'è stata la rimonta, diciamo che il Bologna dovrà rimanere in partita fino alla fine"
Anche i rispettivi allenatori sono finiti sulla graticola recentemente, secondo lei chi ha sbagliato di più tra Ballardini e Mazzarri?
"Non saprei, non sono riuscito a seguire tutte le partite del Bfc, credo però che entrambe le squadre hanno due allenatori esperti e scafati e che sanno quello che devono fare".
Rimanendo sul Bologna, secondo lei può mantenere la Serie A?
"Il Bologna ha tutti i crismi per salvarsi, anche se la stagione è stata un po' opaca è ancora fuori dalla zona retrocessione, l'importante è che si lotti fino alla fine senza mollare. Ovvio, spero vivamente che i rossoblù ce la facciano".
Come valuta invece l'operato dell'attuale dirigenza del Bologna?
"C'è stata qualche cessione, evidentemente la società avrà avuto i suoi buoni motivi. Sicuramente è meglio avere un Diamanti in più in squadra perché il livello del giocatore non si discute e tra l'altro sta facendo bene anche in Cina. Non ci si può far molto, se una squadra cede lo fa per qualche ragione".
Lei ha lasciato un ottimo ricordo a Bologna: quale è stato il momento più bello della sua esperienza in rossoblù?
"Ho passato anni stupendi, 4 stagioni meravigliose in cui il presidente Gazzoni mi affidò un ruolo importante e con tanta responsabilità. In due anni siamo risaliti in Serie A dalla C. Abbiamo proposto un buon calcio, lo stadio era pieno e abbiamo portato grandi giocatori. Per me è stato un arricchimento personale e professionale incredibile e Gazzoni il miglior presidente che abbia mai avuto, non solo un grande dirigente ma anche un grande uomo".
Parole d'amore per la città quindi, se in futuro ci fossero i presupposti per tornare?
"Non mi dispiacerebbe affatto se ce ne fosse la possibilità, sono molto legato ad una città che porto dentro e che mi ha regalato una bellissima esperienza di vita e poi devo dire che mi manca la vita di campo e il stare a contatto con la squadra".
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