Tutto Bologna Web Primo Piano ESCLUSIVA TBW - Marchigiani (Secolo XIX): "Tanti infortuni, ma l'Entella se la giocherà"

ESCLUSIVA TBW - Marchigiani (Secolo XIX): "Tanti infortuni, ma l'Entella se la giocherà"

Redazione TuttoBolognaWeb

di Marco Francia

“La prima volta non si scorda mai”. Recita così l’azzeccatissimo slogan utilizzato per la campagna abbonamenti della Virtus Entella, squadra ligure al debutto assoluto nel campionato di Serie e ospite del Bologna domenica prossima al Dall’Ara. Per conoscere meglio i “Diavoli Neri”, abbiamo contattato Domenico Marchigiani, collega del Secolo XIX che segue praticamente da sempre le vicende della formazione chiavarese.

Da dove nasce la favola dell’Entella?

"L’Entella è una società con una certa storia, che nei suoi 100 anni di vita (festeggiati proprio quest’anno) ha partecipato ad una ventina di campionati di Serie C, giocando tra l’altro contro squadre del calibro di Udinese, Modena, Parma e soprattutto Genoa. L’exploit degli ultimi anni della Virtus Entella, che nasce dalle ceneri dell’Entella dichiarata fallita nel 2001, è iniziato nel 2007, quando Antonio Gozzi è arrivato un po’ per caso alla presidenza del club. Professore universitario, amministratore delegato di Duferco (secondo gruppo dell’acciaio in Europa), nonché presidente di FederAcciaio, Gozzi è prima di tutto una persona innamorata della squadra della propria città; essendo di Chiavari, ci tiene ancor di più a non fare brutte figure.

Avvicinatosi all’Entella perché il figlio giocava nelle giovanili, Gozzi è diventato Presidente sette anni fa, il primo settembre del 2007, in una situazione abbastanza delicata: nel momento in cui viene esonerato l’allenatore; il Presidente di allora, in disaccordo con la scelta di esonerare l’allenatore di allora, rassegnò le proprie dimissioni e Gozzi, allora Vicepresidente, ritrovatosi con la classica patata bollente nelle mani a pochi giorni dalla partenza del campionato di Eccellenza, non esitò a prendere in mano le redini della società. Fin dal primo momento, Gozzi si è dimostrato un imprenditore illuminato, portando i biancocelesti in pochi anni dal calcio dilettantistico alla clamorosa promozione in Serie B".

Come sta vivendo il primo campionato dell’Entella in Serie B la città?

"Chiavari vive in una bolla di entusiasmo: l’inizio non è dei più teneri, ma affrontare in serie squadre come Bari, Bologna e Brescia è motivo di grande orgoglio. Per l’Entella venire a giocare a Bologna sarà una di quelle cose che rimarrà nella memoria, di cui si parlerà anche fra 50 anni".

L’ambiente non si è raffreddato dopo la sconfitta contro il Bari.

"Assolutamente no. La sconfitta si poteva mettere in conto e la squadra è stata applaudita per tre minuti perché comunque per 65 minuti ha giocato alla pari – forse anche meglio – del Bari, prendendo gol al primo tiro in porta. Nel finale il Bari ha fatto la differenza grazie agli elementi di classe ed esperienza superiore che ha a disposizione".

Come valuti il mercato dell’Entella?

"Bene, perché sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati: costruire una squadra che fosse una giusta miscela tra “anziani” e giovani promettenti, cercando di mantenere la categoria. La società da sempre lavora sui giovani nel tentativo di valorizzarli e, parliamoci chiaro, anche di ottenere delle plusvalenze assolutamente fondamentali per tenere la barca dritta senza svenarsi. Le difficoltà di certo non mancheranno, non ci facciamo illusioni in questo senso: tanti dei giocatori in rosa questa categoria non l’hanno mai fatta, l’allenatore stesso – Luca Prina – è all’esordio nella serie cadetta".

Qual è stato l’impatto di Mazzarani e Sansovini, i due principali colpi messi a segno dal direttore sportivo Matteo Superbi?

"Il giocatore che si è messo più in luce in questa prima parte della stagione è stato certamente Mazzarani, che non credo abbia bisogno di presentazioni. Sansovini è rientrato da un paio di settimane, dopo aver risolto un problema che si trascinava dal finale della scorsa stagione al Novara".

Quali sono, a tuo avviso, il reparto più forte e quello più debole?

"Potrà sembrare assurdo, ma la difesa potrebbe essere il reparto più debole o quello più forte. Mi spiego: l’anno scorso il reparto arretrato – praticamente lo stesso di quest’anno – è stato la vera forza della squadra, prendendo pochissimi gol. Quest’anno, invece, la squadra ha iniziato subendo gol sempre nelle tre partite ufficiali giocati fin qui: 2 col Benevento e 1 col Varese in Coppa Italia e 2 col Bari al debutto in Serie B".

In che condizioni arriverà a Bologna l’Entella?

"La squadra arriverà a Bologna con più di un problema: Moreo, un ragazzo molto interessante del ’93, si è rotto il naso ed è in forte dubbio; non ci sarà Troiano, giocatore di esperienza, che si è fatto male un paio di giorni fa e lo stesso Rinaudo, uno dei rinforzi sulla carta più importanti giunti dal mercato, fino ad ora non ha praticamente mai giocato e difficilmente sarà della partita domenica; infine, ci sono ancora un paio di giocatori, colonne della passata stagione, come Cecchini e Staiti (autore dello storico gol della promozione a Cremona all’ultima di campionato), che sono fermi e che ancora non hanno giocato".

Che Entella dobbiamo aspettarci domenica?

"Come mi diceva ieri Pelizzoli, il Bologna è una squadra di un’altra dimensione e ciò consentirà all’Entella di giocarsi la partita senza troppo da perdere. La caratteristica principale di questa squadra è quella di non fare barricate: il cavallo di battaglia di Prina è il 4-3-1-2 con il trequartista, da quando è arrivato nel 2011 non ha praticamente mai tradito questo dogma. L’Entella è una squadra che non sa speculare, che non sa arroccarsi in difesa, quindi anche per domenica mi immagino che farà la sua partita, senza snaturarsi, come del resto ha sempre fatto".