In vista della gara di domani tra Bologna e Roma, abbiamo raggiunto in esclusiva un doppio ex di questa sfida che tanti tifosi rossoblù ricordano ancora con grande affetto in quanto autore insieme ai compagni di una delle annate più gloriose della recente storia rossoblù. Ecco le impressioni di Amedeo Mangone, alfiere difensivo del Bologna di Mazzone che nel 1999 arrivò ad un soffio dalla finale di Coppa UEFA.
ESCLUSIVA TBW - Mangone: "Il Bologna si sta ritrovando"
Domani c'è Bologna-Roma: che giudizio esprime sulla stagione delle due squadre? "La Roma sta facendo un campionato molto importante anche aldilà delle aspettative più rosee di inizio stagione. Hanno optato per un allenatore nuovo che gettasse le basi per il futuro ma già ora stanno ottenendo grandi risultati. I risultati del Bologna invece ci parlano di una squadra che sta facendo fatica, che ha cambiato allenatore e venduto Diamanti, ma che si sta ritrovando. Credo che abbia tutte le carte in regola per potersi salvare nonostante quello di quest'anno sia un campionato duro".
Il cambio in panchina e l'addio di Diamanti sono stati un punto di svolta per il Bologna? "Ho letto che Moscardelli ha affermato che la cessione di Diamanti ha responsabilizzato di più gli altri giocatori e probabilmente può essere vero. Prima avevano un giocatore che poteva inventare la giocata e risolvere la partita mentre adesso devono agire più di squadra e questo potrebbe essere un vantaggio per il tipo di campionato che deve fare il Bologna. Credo che i giocatori forti facciano la differenza, però in Italia non riesci a fare risultato se non hai un buon collettivo e una squadra che lotti su ogni pallone con convinzione".
All'andata non ci fu praticamente partita. Ora è cambiato qualcosa? "I valori nel campionato italiano secondo me sono molto equilibrati nel senso che è difficile che una squadra riesca a vincere facilmente su un'altra. All'andata è capitato alla Roma con il Bologna ma può essere stata anche una giornata storta. Sulla carta non c'è partita però i rossoblù hanno dimostrato in queste settimane di avere le capacità per mettere in difficoltà la Roma: non giocheranno per un pareggio ma per vincere questa partita. Scendendo in campo con attenzione si può creare qualche problema anche ai giallorossi".
Non saranno in campo i capitani Perez e Totti: quale sarà l'assenza con maggior peso specifico? "Non me ne voglia Perez, ma credo che si sentirà di più la mancanza di Totti. I numeri parlano chiaro per quello che ha fatto e sta ancora facendo: è un giocatore talmente forte che riesce a trovare la giocata in grado di permettere agli altri di fare la differenza. Anche al Bologna mancherà sicuramente una pedina molto importante, però il valore di Totti è indiscutibile e imparagonabile. Ho avuto la fortuna di giocare con Francesco e devo dire che ha sempre dimostrato di essere un grande professionista con qualità importanti non solo a livello tecnico ma anche fisico. Mi stupiva ad ogni allenamento perché non si è mai accontentato di nulla".
Da ex difensore e allenatore, ritiene che sia cambiato qualcosa nel modo di allenare le difese in Italia? "Rispetto a qualche anno fa si lavora di più sul reparto. Non c'è più la concezione singola del difensore, ma adesso si punta molto sul collettivo e la fase difensiva viene fatta praticamente da tutta la squadra: credo che sia giusto così. Vista l'evoluzione che ha avuto il calcio credo che sia stato naturale arrivare a questo nuovo tipo di mentalità".
Tornando ai suoi anni in rossoblù, quali sono i suoi ricordi più cari? "Ho dei bellissimi ricordi che riguardano i risultati, il gruppo, l'allenatore e i tifosi. Quella del 1999 poi è stata un'annata straordinaria perché oltretutto siamo partiti prestissimo con il ritiro e anche sotto il profilo del divertimento sportivo è stato davvero un anno indimenticabile. Perché il fatto di essere andati avanti nelle competizioni è stata una dimostrazione di quanto quel gruppo fosse sano, forte e voglioso di mettersi in mostra. E poi avevamo un grande allenatore come Mazzone che ci ha messo nelle migliori condizioni possibili. Sono quelle annate in cui riesci a trovare le alchimie che ti fanno esprimere al meglio".
E adesso quali sono i suoi programmi per il futuro dopo l'esperienza sulla panchina della Reggiana? "Sono in attesa di una squadra: so benissimo quanto sia difficile in questo momento trovare una panchina visto che ci sono tantissimi allenatori. Bisogna avere pazienza e aspettare un progetto in cui riuscire a lavorare bene. Mi sembra inutile avventurarsi in esperienze che alla fine risultano poi deleterie dal punto di vista professionale".
Magari in futuro potrebbe esserci la panchina del Bologna. "Magari davvero! Bologna è una piazza in cui è bello fare calcio: l'ho vissuta da calciatore e mi è rimasta nel cuore. Sarebbe bello poter essere utile alla causa del Bologna".
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