Tutto Bologna Web Primo Piano ESCLUSIVA TBW - Cruz: "Ho dato tutto al calcio, ora sto bene così"

ESCLUSIVA TBW - Cruz: "Ho dato tutto al calcio, ora sto bene così"

Redazione TuttoBolognaWeb

di FRANCESCA MACCHIARINI

C'è un calciatore che è entrato nel cuore dei tifosi rossoblù e di cui da troppo tempo non sentivamo la voce. Si tratta del Jardinero Julio Ricardo Cruz, centravanti del Bologna tra il 2000 ed il 2003 prima di vestire con successo anche le maglie di Inter e Lazio. Proprio nell'immediata vigilia di una gara che vedrà opposte due sue ex squadre, lo abbiamo raggiunto in Argentina per fare due chiacchiere con uno degli ultimi grandi colpi di mercato della storia recente del club rossoblù.

Sabato giocheranno Bologna e Lazio, da doppio ex come vede queste due squadre?

"Mi fa piacere parlare di queste due squadre dove ho giocato per tanti anni e mi dispiace di non essere lì oggi, ma il calcio purtroppo finisce per tutti prima o poi. Come ex mi piacerebbe che fosse una bella partita per tutti e due, ma non voglio dare un risultato per il rispetto che nutro per i tifosi delle due squadre. Anche se ho giocato più tempo a Bologna e ho vissuto tanti bei momenti lì":

Per quanto riguarda l'Argentina, si sentirebbe di consigliare un giocatore al Bologna?

"Ho visto un giocatore che mi piace tanto e vorrei che qualche squadra lo potesse prendere. Gioca nel San Lorenzo: si tratta di Angel Correa, un giocatore giovane che ha appena 18 anni. Gioca come attaccante ed è una grande promessa del calcio argentino. Sicuramente ci sono tante squadre interessate a lui".

Era da tempo che non avevamo sue notizie. Ora che non gioca più le piacerebbe allenare?

"No, io ho smesso e sto bene così. Ritengo che sia difficile trovare il momento giusto per lasciare il cacio, io penso però di averlo trovato. Ho dato tutto quello che potevo dare, ma purtroppo tutto nella vita ha un'inizio e una fine e io credo di aver trovato il momento giusto per smettere con il calcio professionistico".

Cambiando squadra e passando all'Inter, come valuta questo ingresso nel calcio italiano di Thohir? Ci sarà da rimpiangere Moratti?

"Mi auguro di no, però sapendo come viveva la sua giornata e la sua Inter il presidente Moratti, penso che sarà difficile per tutti quelli quelli che sono abituati ad averlo lì. Non è facile oggi avere un presidente che rimanga per così tanto tempo in una squadra. Lui l'ha fatto e ha vinto tutto quello che si poteva vincere. Mi dispiace perché io l'ho vissuto con tanta gioia, vedevo quanto amava il calcio italiano e la sua vita da presidente".

Quando passò all'Inter a fine mercato, non ci fu modo di approfondire il discorso: le è dispiaciuto lasciare il Bologna?

"Credo che la vita sia fatta di scelte. Ogni calciatore cerca di migliorare tutti i giorni e io ho avuto questa possibilità. Anche se a Bologna stavo benissimo e la gente mi voleva bene, ho accettato questa occasione per fare nuove esperienze. Con l'Inter infatti ho vinto lo scudetto, che credo che per un giocatore sia un traguardo molto importante, soprattutto nel campionato italiano che è il più difficile al mondo".

Quest'anno gli attaccanti del Bologna non fanno gol. Lei crede che per salvarsi sia sempre necessario un bomber che segni 15/20 gol a stagione?

"E' una domanda difficile. I tifosi e la società sperano sempre in un calciatore che faccia tanti gol, ma purtroppo non sempre è così. Il Bologna in questo momento ha sicuramente un po' di difficoltà a segnare, ma penso che sia un problema momentaneo".

I tifosi le sono ancora molto legati per quello che ha fatto in rossoblù, un suo ricordo degli anni passati al Bologna?

"Ce ne sono molti e tutti bellissimi. Direi che il più bello rimane però il mio primo arrivo a Bologna, con i tifosi che mi aspettavano. E' stata un'emozione molto intensa e davvero inattesa che porto ancora nel cuore".