di Mark Keven Cruzat
ESCLUSIVA TBW - Colomba: "Il Bologna deve salvarsi dal tracollo, tutto il resto viene dopo"
Il campionato di Serie A è finito e, come già risaputo, ha decretato la triste discesa del Bologna in Serie B. Ora è tempo di bilanci in casa rossoblù dentro e fuori dal campo con una società che vive un momento drammatico e, a tal proposito, abbiamo voluto parlare con l'ex allenatore Franco Colomba, da sempre legato ai colori rossoblù.
Da dove nasce la retrocessione del Bologna? C'è stato un momento in cui lei ha avuto la sensazione che la situazione stesse precipitando? "Gli errori del Bologna nascono da disattenzioni societarie che vengono da lontano e che nel corso del tempo si sono concretizzate. Durante la stagione la squadra ha avuto un andamento troppo discontinuo specie all'inizio. La società ha gravi colpe e non è mai riuscita a scuotere un ambiente che si mostrava depresso. Un grave errore è stato sicuramente quello di cedere un giocatore come Diamanti che poteva far comodo a questa squadra. Inoltre è necessario ricordare la decisione di cambiare la guida tecnica, scelta che peraltro non ho condiviso. Ma se dovessi scegliere il momento clou che il Bologna ha fallito punterei il dito sugli scontri diretti falliti con Livorno, Catania e Sassuolo".
Chi è andato in campo e in panchina ha dato il massimo per evitare la serie B? "La squadra ha dato il massimo anzi, a tratti c'è stata anche troppa frenesia e voglia di strafare. Di certo la squadra ha pagato alcune defezioni importanti. In un campionato come quello di Serie A è importante avere a disposizione la squadra al completo e il Bologna ha pagato proprio le troppe defezioni. Questo campionato era alla portata di questa squadra ma purtroppo l'esito è stato diverso da quello previsto".
Come si affronta la serie B? Si conferma il nucleo della squadra o si rivoluziona la rosa? "È un problema che per fortuna non mi riguarda. Più che alla squadra da allestire il Bologna deve pensare a riuscire a iscriversi al campionato di Serie B. All'allenatore che verrà poi spetterà il compito di allestire una squadra funzionale al suo gioco e al campionato cadetto. I problemi in casa Bologna sono tanti ma l'obiettivo primario a questo punto è quello di salvarsi dal possibile tracollo societario".
Ora è in atto una febbrile trattativa tra Guaraldi e Zanetti per salvare il club. Lei pensa sia necessario un cambio di proprietà per garantire un futuro più sereno? "Il Bologna e tutto il contesto bolognese in questo momento deve ricercare una cosa sola: la serenità. Le difficoltà all'interno della società sono sotto gli occhi di tutti. Di nomi in questo momento se ne stanno facendo troppi ma nessuno sta pensando realmente al bene della squadra: non so se saranno i capitali provenienti da Zanetti ad aggiustare i conti della società ma quello che importa è risollevare questo Bologna".
Il campionato è finito ma entro il 31 maggio ci sono da saldare gli stipendi, i giocatori come vivono questi momenti di incertezza? Soprattutto quelli che hanno un contratto anche per la prossima stagione? "I giocatori devono aspettare e basta. Il campionato è finito ora devono ricaricare le pile e programmare la prossima stagione. Se devo dare un mio parere comunque ritengo che i giocatori debbano stare tranquilli, del resto fanno parte di una importante società. I tracolli nel calcio sono possibili ma si sta parlando di una società con una tifoseria e una storia gloriosa".
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