La retrocessione è anche una ferita aperta che brucia, un boccone amarissimo che difficilmente sarà digerito da tutti coloro che amano i colori rossoblù. Per provare a ragionare sulla stagione che sta per finire, e immaginare cosa potrà accadere nella prossima, abbiamo contattato in esclusiva Fabrizio Biasin, prima firma dello sport di “Libero” ed editorialista per Tuttomercatoweb.
ESCLUSIVA TBW – Biasin: “Retrocessione meritata, gestione scellerata della dirigenza. E ora?”
Dopo una lunga agonia, è arrivata la retrocessione. E’ una sentenza meritata, considerando tutto l’arco della stagione?
"Penso proprio di sì, è facile suonare il requiem il giorno dopo la sentenza ma diciamo che la società Bologna ha fatto di tutto per mettersi in queste condizioni: ha sperato e pregato di non arrivare a questa situazione, sperava ci fossero tre squadre messe peggio, invece alla fine le altre bene o male si sono arrangiate e se la sono cavata, il Bologna no. Credo che questa retrocessione sia molto demerito del Bologna che non merito delle altre compagini"
Nota di merito per i tifosi, vicini alla squadra sino alla fine e che, nell’immediato post-partita, hanno espresso tutto il loro disappunto nei confronti dei giocatori mantenendo comunque il tutto in un contesto civile. E di questi tempi, visti i recenti fatti di violenza a cui abbiamo assistito, non è poco…
"Assolutamente, non è scontato un sostegno simile fino in fondo, poi è ovvio che il disappunto prende il sopravvento visto che stiamo parlando di una piazza importante che dopo tanti anni torna in B, una città che nessuno, credo nemmeno fuori da Bologna, vorrebbe vedere in Serie B perché ha una certa storia e un certo pubblico, e sappiamo che i tifosi sono appassionati. Però chi la sta amministrando non ha avuto l’accortezza di mettere in piedi una rosa adeguata ma soprattutto non l’ha saputa gestire, perché la rosa secondo me non è neanche così inadeguata, ma è proprio la gestione della stagione che è stata pessima"
Proprio riguardo alla gestione di questa sciagurata annata: tra società, allenatori e giocatori, di chi sono le maggiori responsabilità?
"Mi viene da fare proprio il ragionamento più banale che credo sia allo stesso tempo quello più sincero e più reale. Nel momento in cui, a gennaio, decidi di liberarti del tuo faro, nonché capitano, nonché punta di diamante, nonché un giocatore che per valori probabilmente valeva oltre metà squadra, decidi di esporti ad un rischio che devi provare a tamponare. Come? Con un mercato invernale fatto in un certo modo, invece il Bologna si è limitato a veder partire Diamanti senza poi trovare i correttivi. Pensava che il nuovo allenatore potesse fare un miracolo, ma dal momento in cui prendi così tanti rischi devi mettere in conto che alla fine puoi toppare, e così è andata"
C’è anche da dire che la dirigenza non è mai stata vicina alla squadra, e anche ieri non è arrivato nessun commento dai piani alti del Bfc, mentre invece Morandi sul proprio profilo Facebook ha annunciato nell’immediato post-partita di essersi dimesso dalla carica di presidente onorario. Insomma anche questa confusione a livello dirigenziale ha contribuito a tale risultato…
"C’è stata anche in questo caso una gestione scellerata. Il calcio in Italia non si improvvisa, non è che siccome uno è un personaggio nell’ambito della musica allora per forza di cose può anche ricoprire un posto di rilievo in una società, così come tanti dirigenti si sono rivelati un po’ improvvisati in questa stagione. E’ un vero peccato, ma la cosa che preoccupa di più non è il vedere quello che è successo quest’anno, ma pensare a cosa accadrà l’anno prossimo, visto che squadre come il Palermo, che l’anno scorso hanno avuto un inciampo, hanno lavorato da subito per tornare in A e ci sono riuscite perché hanno un’organizzazione e il potenziale per farlo. A Bologna succederà questa cosa?"
Infatti era proprio questo che mi interessava chiederle: potrebbero esserci i presupposti per una pronta risalita in stile Palermo?
"Il campionato è complicatissimo, può succedere di tutto, è lungo… Non sai mai se sei tra quelle tre squadre che riescono a salire in A, soprattutto in maniera diretta. Per riuscire a costruire una squadra adatta alla B devi fare una piccola rivoluzione, perché secondo me dalla rosa che quest’anno è retrocessa c’è poco da salvare. Bisogna affidarsi a qualche dirigente esperto anche del campionato di B, il problema è che adesso siamo nella fase del lutto e nessuno sta ancora pensando a quello che sarà l’anno prossimo"
Ballardini è l’uomo da cui ripartire, o va operato un accorgimento anche in panchina?
"Non so se Ballardini è l’allenatore adatto, lui è sempre stato abituato negli ultimi anni a subentrare in squadre di serie A, e forse ci vogliono degli specialisti della B. Bisogna soprattutto chiedere a Ballardini se è pronto per un’avventura del genere, affrontare un campionato di serie B è una cosa che deve partire dal punto di vista mentale, per cui prima di tutto sarebbe bello capire cosa ne pensa l’allenatore e cosa ne pensa la società. E’ il caso di fare una analisi a 360° non solo per l’allenatore ma anche per i dirigenti e poi ovviamente per ogni componente della squadra"
Assieme al Bologna scendono Livorno e Catania. Sono realmente le tre peggiori del campionato?
"Francamente quest’anno il campionato, soprattutto dalla metà in giù, è stato molto mediocre. La quota salvezza era molto bassa rispetto agli anni passati, quando ci si salvava attorno ai quaranta punti. Credo sia stata più una questione di combinazioni: a Sassuolo, dopo la scelta sciagurata di Malesani, è tornato un grande allenatore come Di Francesco che avrà sicuramente un gran futuro e si sono salvati molto bene e meritatamente. Il Chievo invece ha una tradizione e un’esperienza che probabilmente hanno premiato e secondo me ha anche un grande allenatore. Però per esempio Chievo secondo me è il raffronto ideale per il Bologna: una società che conosce il suo potenziale, che è basso; che conosce il suo budget, che è basso; che conosce quelli che sono i suoi tifosi, pochissimi rispetto a Bologna, e riesce ad avere sempre un’organizzazione che garantisce la salvezza. Quello è l’esempio che deve seguire il Bologna"
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