di Alessio Sarra e Manuel Minguzzi
ESCLUSIVA TBW - Amoroso: "Continuità e difesa di ferro, ecco come si ritorna in A"
La nostra redazione ha contattato in esclusiva l'ex centrocampista del Bologna Christian Amoroso, artefice dell'ultima promozione in A dei rossoblù ma anche protagonista di tante annate sotto le Due Torri, una di queste, purtroppo, culminata con la retrocessione. Una chiacchierata sul presente e sul passato del Bologna, con un occhio particolare aanche all'oscura vicenda Calciopoli.
Caro Amoroso, segue il Bologna? La B è dura
"Sì, lo seguo. Il campionato non è facile, è lungo ed estenuante, ci vuole costanza e continuità di prestazione e risultati. L'importante è rimanere attaccati al carro, la seconda parte di stagione sarà quella più importante".
I rossoblù hanno iniziato a rilento, la retrocessione è sempre dura da digerire
"Non è facile, ci sono passato e ci abbiamo messo tre anni per tornare in Serie A nonostante avessimo speso tanti soldi. Non basta solo questo, servono tante componenti; speriamo che in questo caso serva solo un anno".
Quali sono gli aspetti fondamentali per tornare su?
"L'aspetto decisivo è la continuità, poi ovvio, servono giocatori importanti, noi per esempio avevamo Marazzina che fece 24 gol. Sono elementi che risolvono alcune partite complicate. Serve anche tanta solidità difensiva, prendere pochi gol, noi vincevamo spesso uno a zero, cinici al massimo. Senza dimenticare un po' di fortuna".
Sabato c'è Bologna-Frosinone, inciderà l'assenza di Matuzalem?
"Non credo, perché non è solo un giocatore a fare la differenza. Le alternative sono valide, giocando in casa ci sarà anche il pubblico come dodicesimo uomo e la partita sarà preparata molto bene. Un'assenza non graverà sul risultato finale".
Si parla di mercato a gennaio, cosa serve a questa squadra per ritornare in A?
"Bisogna intervenire in tutti e tre i reparti se si punta in alto. O le cose si fanno bene o non si fanno, prendere giocatori tanto per muovere il mercato non serve a nulla".
Ci racconti quel 2004, dalla Uefa alla retrocessione
"La retrocessione è stata una cosa incredibile, a Pasqua eravamo in Uefa, successivamente si sono create situazioni particolari. Si crea il meccanismo del "tanto un punto lo facciamo" poi dopo è successo quello che è successo con Calciopoli. Lo abbiamo saputo dopo ma non c'era più nulla da fare".
E del ripescaggio? Sembrava la naturale conseguenza dopo Calciopoli
"Sulla carta eravamo primi per essere ripescati dopo quello che è uscito con le intercettazioni, lavoravamo sodo in ritiro perché potevamo essere ripescati, ci rimanemmo male quando venimmo a sapere che non c'era la possibilità di tornare in A. Durante il campionato ci fu un grosso ribaltone e fu dura ripartire".
Dopo tre anni la promozione
"Il 2008 è stata un'annata emozionante che ricordo con orgoglio, retrocedere con il Bologna e riportarlo in A è stato fantastico. Avevamo un obiettivo, la promozione è stata fortemente voluta dopo tanti sacrifici lottando sempre e lavorando sodo. E' stato molto molto bello".
L'Amoroso di oggi allena le giovanili del Pisa, ha qualche sogno nel cassetto?
"Lavoro da tre anni a Pisa, sono alla Beretti. E' tutta esperienza per lanciarmi nel mondo dei grandi. Le giovanili sono una tappa fondamentale per un allenatore, si può sperimentare e provare per buttarsi tra i professionisti. Ho ancora un anno di contratto e poi cercherò di intraprendere la carriera di allenatore tra i grandi".
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