Tutto Bologna Web Primo Piano Ecco Da Costa: "Accettare il Bologna? Non ci si deve neanche pensare su"

Ecco Da Costa: "Accettare il Bologna? Non ci si deve neanche pensare su"

Luca Lollini

Il secondo acquisto di Pantaleo Corvino come direttore sportivo del Bologna è Angelo Da Costa, portiere brasiliano classe 1983 arrivato dalla Sampdoria a titolo definitivo, con un contratto fino a giugno. “Ma la possibilità di un prolungamento è aperta” spiega Fenucci nell’introdurlo alla stampa. “È uno degli esempi dei giocatori che vogliamo – ha proseguito l’ad – perché i giocatori che vengono a Bologna devono avere le motivazioni giuste”.

“Sono molto felice di essere qua – esordisce Da Costa – per me è una sfida e voglio dimostrare il mio valore: non ci ho neanche pensato se dire sì o no”. Parole che si legano perfettamente al discorso sulle motivazioni fatto da Fenucci, ma sembrano non valere per altri giocatori che, invece, tentennano nel venire a Bologna. A loro il neo arrivato parla così: “Non ci si deve neanche pensare su, perché qui si sta costruendo qualcosa di grande. Il gruppo è fantastico, la città è fantastica: dobbiamo solo continuare su questa strada”. L’argomento più caldo che lo riguarda, però, è il dualismo con Coppola, un portiere che sotto le Due Torri divide parecchio i tifosi: “È normale che un giocatore voglia giocare, ma toccherà al mister scegliere e sicuramente farà le scelte giuste. Lopez – prosegue – mi ha detto che per lui conta l’impegno che uno mette tutti i giorni, e con Coppola ci sarà una concorrenza sana e leale”. Un messaggio onesto e pacato che fa tornare alla mente le belle parole che aveva speso per lui Curci, suo compagno alla Doria: “Nella mia vita ho imparato che se fai del bene, il bene ti ritorna. Io – spiega – cerco di aver il miglior rapporto possibile con tutti, e di aiutare sempre: il gruppo e l’amicizia sono la prima cosa”. A proposito di amici, qui ritrova Sansone, ma potrebbero arrivare anche altri blucerchiati: “Di mercato non parlo, però sono contento di ritrovare un bravo ragazzo come Sansone. Poi del gruppo mi hanno parlato tutti benissimo”.

Passando alle questioni più tecniche, Da Costa pensa di avere nelle mani, e nella voce, le sue qualità migliori: “Nel calcio non basta solo parare, bisogna aiutare e parlare: mi piace interagire con i difensori, anche in allenamento”. Mani, corde vocali ma anche piedi: “Gioco alto, se posso aiuto la difesa sulle palle lunghe”. Prepariamoci quindi a trattenere il fiato quando lo vedremo in campo, anche se di uno che ha iniziato a stare in porta prima ancora di cominciare la scuola ci si può fidare: “Sono partito giocando a calcetto quando avevo cinque anni, poi a dodici sono passato al calcio normale”. Arrivato in Italia sette anni fa, all’Ancona, ha disputato in totale tre campionati di Serie B: “Conosco questo torneo, è lungo e non si può mollare mai: so a cosa andiamo incontro”.