Tutto Bologna Web Primo Piano E oggi si presenta Mancosu: "Bologna non si può rifiutare"

E oggi si presenta Mancosu: "Bologna non si può rifiutare"

Redazione TuttoBolognaWeb

“Credo che Bologna sia una piazza che non si possa rifiutare”. Esordisce così il quarto acquisto del mercato invernale del Bologna Matteo Mancosu, arrivato a titolo definitivo. Se ieri era toccato a un ragazzo di vent’anni arrivato all’Inter in età scolare, qui si parla invece di un uomo che di anni ne ha trenta e che, passo dopo passo, o meglio, gol dopo gol, ha scalato tutte le categorie prima di arrivare sotto le Due Torri: “Ci sono giocatori che maturano a diciotto anni e altri a venticinque. Io – spiega – sono abituato a fare un passo alla volta perché con il lavoro si può arrivare in alto, i voli pindarici non servono”. Continua: “In questo mercato c’era stata qualche richiesta da parte di squadre di Serie A, ma andare in A a gennaio è difficile per uno che non l’ha mai fatta. Trasferirsi a Bologna è un passo importante, tanto blasone e professionalità ne fanno una delle società più importanti del panorama italiano: è quasi come essere già nella massima serie”. Arriva dal Trapani, dove in due stagioni e mezzo ha segnato cinquantacinque reti in novantotto partite, una media pazzesca: normale che siano dispiaciuti della sua partenza: “Fa effetto, ci ho passato due anni bellissimi e vissuto la prima promozione in Serie B della storia del club: lascio il cuore in quella piazza. Boscaglia poi – aggiunge – è l’allenatore che mi ha trasmesso, nonché valorizzato, di più”. Tanti gol che sono ormai il suo marchio di fabbrica, o almeno il marchio di fabbrica di quando ha raggiunto la maturità: “Quelli che segnano tanto fin da giovani sono dei fenomeni, ci vuole del tempo per capire come si faccia gol. Io – confessa – cerco di imparare da tutti, e siccome qua a Bologna i miei compagni hanno fatto tutti la Serie A terrò sempre gli occhi aperti per apprendere al massimo”. La Seria A è proprio il gradino mancante della sua scalata, partita con l’Atletico Calcio in Serie D: “Ultimamente passo di categoria ogni anno, speriamo di continuare”. Un percorso, quello di Mancosu, che fornisce un insegnamento importante: “Non bisogna mai mollare e provarci fino all’ultimo”. Parlando della rosa in cui è arrivato non si può non toccare l’argomento concorrenza, dal momento che ora il parco attaccanti del Bologna è senza dubbio il più fornito dell’intera categoria: “C’una rosa fortissima e la concorrenza è alta, giocatori come Cacia e Sansone li sentivo nominare solo in televisione. Sarà uno stimolo per tutti, io sono pronto a guardare e ascoltare”. Sulla sua posizione in campo, poi, si racconta così: “Preferisco andare negli spazi piuttosto che incontro al pallone, sono un giocatore più di corsa che non di fisicità. Se dovessi darmi un’etichetta, mi darei quella di seconda punta”. Una descrizione di sé che avrà fornito anche a Diego Lopez, praticamente un cagliaritano come lui: “Ci ho parlato oggi, l’ho trovato disponibilissimo. Mi ha detto che qua mi sentirò come a casa: un gruppo che quando c’è da scherzare scherza, ma quando invece deve lavorare lo fa a testa bassa”. Sabato tornerà al Dall’Ara, dove da avversario è già andato in rete (strano…): “Il Dall’Ara è uno degli stadi più belli che ho mai visto. Ho segnato dopo due minuti, spero porti bene”. Ma Mancosu, sulla cartina, appunta due obiettivi: “Vorrei tornare a San Siro (dove ha giocato in Coppa Italia nel dicembre 2013, 3-2 per l’Inter il risultato ndr), e poi andare a Cagliari, lo stadio della mia città: non c’ho mai giocato”. A meno di scherzi da parte del Casteddu, questi due target potrebbero non essere troppo distanti.