Se il Bologna non cambierà registro, il suo futuro sarà compromesso. Nonostante le rassicurazioni infatti, il club rischia di sprofondare nel baratro del fallimento che sarebbe una sconfitta per l’attuale proprietà ma anche per la città, sempre affezionata ai colori rossoblù e vicina nei momenti di sconforto. Il fatto di non iscriversi alla B ripartendo da un’eventuale serie D, rischia di essere un danno irreparabile, che possa lasciare il club nei bassifondi per parecchio tempo se qualcuno non se lo prenderà a cuore. A questo proposito, le affermazioni emerse negli ultimi tempi su un possibile ingresso di qualche imprenditore della zona, fanno registrare un totale disimpegno dell’imprenditoria locale. Seppur doloroso, bisogna anche considerare che il Bologna possa fallire e a quel punto sarà curioso vedere cosa accadrà. Ma certamente, se chi ha dichiarato di non voler investire nel calcio darà seguito alle parole, difficilmente il club finirà nelle mani di qualche imprenditore della zona. Sarebbe una dimostrazione molto grave di disinteresse verso un patrimonio della città, ma non si può obbligare nessuno a intervenire mettendoci dei soldi per amor della patria, tuttavia è altrettanto vero ricordare che non occorre nemmeno spendere cifre folli per creare una squadra degna. Ci sono diverse squadre costruite senza ingenti esborsi di denaro e quindi anche il Bologna potrebbe essere una di queste, fermo restando che il requisito minimo che chiede la piazza è la Serie A. Una volta arrivati lì, l’eventuale società disporrà anche di maggiori entrate economiche e potrà, con oculatezza ovviamente, costituire le basi per una squadra che possa stare nella massima serie e al contempo essere solida. Come si fa? Bisogna circondarsi di gente capace, che sappia di calcio e che non sperperi i denari, pena ripercorrere quanto visto nelle ultime gestioni. E’ ampiamente contemplato che un imprenditore non mastichi di calcio, ma questo non significa che non abbia competenze in fatto di affari, scegliendo lo staff giusto che lo consigli e gli suggerisca le mosse adatte per strutturare una squadra come si deve. E anche un domani che il Bologna sia di nuovo in A dignitosamente, nessuno chiede certamente la luna (bisogna anche rendersi conto che o hai uno sceicco, o non puoi ambire quasi a nulla), ma Bologna e la sua gente saprà rispondere con affetto, calore e tanta passione se il presidente che verrà farà quantomeno divertire la piazza (fino a prova contraria andare allo stadio è un divertimento), regalando anche qualche soddisfazione. Perché in fin dei conti la Curva ha ragione quando intona orgogliosa “Meritiamo di più”…di questo strazio, sicuramente.
Dove andremo a finire?
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