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Diritti TV: ecco perchè salvarsi non basta

Redazione TuttoBolognaWeb


Sono passate solo poche settimane da quell'infelice dichiarazione di Albano Guaraldi riguardo alla differenza tra 40 e 51 punti nella classifica finale di Serie A. Come ricorderete il presidente del Bologna rilevò tale discrepanza come una sottigliezza e già allora piovvero sulla sua testa dure critiche di natura non solo sportiva ma anche economica. In questi giorni sono stati divulgati da Tifosobilanciato.it i dati definitivi sulla ripartizione dei diritti televisivi sulla base della stagione appena conclusa e tali numeri sicuramente giustificano quelle critiche. La quota totale messa sul piatto da SKY viene infatti suddivisa in base a vari criteri e alcuni di essi risultano penalizzare notevolmente l'operato dei vari presidenti che si sono alternati alla gestione del Bologna negli ultimi anni. Esiste infatti una parte fissa uguale per tutti pari a 17,31 milioni di euro a cui si sommano alcune quote difficilmente mutabili nel breve periodo: una relativa ai sostenitori (in cui il Bologna è dodicesimo con 3,5 milioni di euro incassati), una ai cittadini (ancora dodicesimo con 1,34 milioni di euro) ed una alla storia del club (decimo con 4.53 milioni di euro). I problemi però iniziano andando a leggere la parte relativa ai risultati dell'ultima stagione e dell'ultimo quinquiennio. I 44 punti conquistati ed il tredicesimo posto nella classifica 2012/2013 regalano alle casse del Bologna la miseria di 1,65 milioni di euro, quando invece replicare la bella annata dello scorso anno chiuso a quota 51 avrebbe comportato un introito di 2,27 milioni che invece è andato al Parma. Si tratta di una differenza magari non astronomica ma sicuramente importante visto che con 620mila euro si possono tranquillamente pagare gli stipendi netti di Kone e Taider. Il vero dramma arriva però analizzando la quota di diritti televisivi relativa alle ultime cinque stagioni: in questo caso il Bologna è appena quartultimo in graduatoria con i suoi 2,47 milioni. A onor del vero bisogna dire che sui rossoblù pesa ancora la zavorra dell'ultimo anno di Serie B, ma in ogni caso, se consideriamo che ovviamente gli ultimi tre posti sono occupati dalle squadre che fino all'anno scorso erano nella categoria cadetta, questo dato ci dice che i risultati rendono il club felsineo la peggior squadra degli ultimi anni di Serie A. A due diciassettesimi posti, un sedicesimo e un nono, dal prossimo anno si aggiungerà un tredicesimo: si tratta di un ruolino di marcia inquietante che parla di una società che non ha mai provato ad alzare il tiro da una risicata salvezza accontentandosi di restare a galla sperando nella clemenza delle onde. Ecco allora un motivo pratico per accontentare i tifosi ed innalzare l'ormai proverbiale asticella verso un traguardo migliore che consenta non solo di divertirsi allo stadio ma anche di ritrovarsi fra dodici mesi ad attendere l'ingresso di qualche milione in più nelle casse languenti del Bologna.