Dopo Yaisien, Alibec e Bianchi, quarta e ultima presentazione della settimana per il nuovo Bologna di Stefano Pioli. Ma il giocatore presentato oggi li conosce già bene gli ambienti del centro tecnico “Niccolò Galli”, poiché è qui che è nato calcisticamente: quello di Francesco Della Rocca, infatti, è un gradito ritorno dopo due anni di assenza. Mancava dal 31 agosto del 2011, quell’ultimo giorno di mercato in cui fu ceduto in comproprietà al Palermo. Una cessione che fruttò tre milioni e mezzo di euro al presidente Guaraldi, salito al comando a primavera dopo la stagione finanziariamente più travagliata degli ultimi anni. Ed è proprio da questo punto che parte il centrocampista pugliese: “Ritrovo una società più solida di quella che ho lasciato, che è cresciuta molto. Tornare a Bologna era il mio desiderio, e vorrei restarci il più a lungo possibile”. Due anni lontano dalle Torri con più alti che bassi a livello individuale, trascorsi tra Palermo, Fiorentina e Siena, e culminati con la retrocessione dei bianconeri lo scorso maggio: “Purtroppo siamo andati in B, ma sono stato contento di aver riconquistato continuità e fiducia in me stesso: per questo voglio ringraziare Iachini”. Quella stessa continuità che aveva trovato al suo primo anno di Serie A, stagione 2010/11 appunto, con 27 presenze quasi tutte da titolare. Era stato buttato nella mischia alla prima di campionato contro l’Inter da Paolo Magnani, tecnico ad interim in attesa di Malesani: “Voglio ringraziare Magnani, che avuto il coraggio di lanciami. Con Malesani sono rimasto in ottimi rapporti, ho un bel ricordo di lui”. Restando in tema allenatori, Stefano Pioli ha detto senza mezzi termini che non vede l’ora di allenarlo, e sono parole che non possono che far piacere: “Son contento di quello che il mister ha detto di me. Ho già notato che c’è molto dialogo tra giocatori e staff, e questo è utile. In questi giorni – prosegue – ho visto lavorare la squadra e sono rimasto sbalordito: c’è una qualità del lavoro incredibile”. Il modulo che ha in mente l’allenatore del Bologna sappiamo essere il 4231, dove Francesco, secondo la sua opinione, potrebbe trovare spazio in due zone del campo diverse: “Posso fare il centrale di centrocampo, ma con Malesani ho giocato anche da mezzala e da trequartista. Io non sono Perez – puntualizza – sono meno mastino ma più palleggiatore. Però penso di poter fare bene anche la fase difensiva”. Come tutti noi ben ricordiamo, di Della Rocca ce ne sono stati due, a Bologna. L’altro, suo fratello Gigi, nella stagione appena conclusa ha contribuito alla promozione del Carpi in Serie B: “Luigi è contento del mio ritorno qua, anche perché giocando a Carpi adesso vive anche lui a Bologna”. Un fratellone che, da prima punta quale è, lo punzecchia su quel numero ‘zero’ alla voce ‘gol in A’: “La rete in Serie A mi manca e dovrò migliorare, penso che il modulo di gioco mi possa aiutare. Comunque – osserva – l’importante è che la squadra faccia bene, se poi io trovo anche continuità ho fatto bingo”. Ultima questione della presentazione, l’affaire Diamanti. La risposta, quasi scontata, è la seguente: “Mi piacerebbe giocare con lui, è un giocatore dalla classe cristallina. Penso e spero che rimanga”. E noi con te.
Della Rocca: "È un Bologna di grande qualità"
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