L'apertura di Guaraldi a Zanetti appare come una mossa quasi dovuta in un momento così critico per il presidente del Bologna ma getta nuova luce su una vicenda che in questi giorni sta scuotendo l'opinione pubblica cittadina. Tante, forse troppe, voci si sono già levate in difesa dell'onore del club rossoblù ma per il momento ancora tutti sembrano restii a mettere mano al portafogli e allora la via di un rientro in grande stile di mister Segafredo sembra attualmente quella più percorribile. Anticipato che serve un cambiamento completo ed immediato nella dirigenza e nella gestione del Bologna, bisogna anche specificare che serviranno comunque i tempi tecnici per verificare nel dettaglio lo stato di salute delle casse rossoblù e valutare quindi l'entità dell'investimento da operare non solo per rilevare il Bologna ma anche per progettare il suo ritorno nella massima serie. Vediamo insieme quali tappe dovrebbero seguire ipoteticamente Guaraldi e Zanetti per arrivare ad una cessione del Bologna.
Da Guaraldi a Zanetti: ecco tutti gli step
Cosa deve fare Guaraldi - La situazione debitoria del Bologna attualmente è stimabile attualmente in circa 30 milioni di euro, anche qualcosa in più. Ovviamente il primo passo da compiere per rendere anche solo possibile una cessione è rinunciare a qualsiasi pretesa di guadagno sulla vendita. In queste condizioni non solo è impossibile sperare in un ricavo, ma anche pensare di uscire di scena senza rimetterci ulteriormente. Ogni mese trascorso alla guida di questa società mai risanata dalla crisi del 2010 e gestita in modo scellerato ha infatti portato ulteriori perdite e oggi è inevitabile pensare di ripianare almeno parte di quei 30 milioni di rosso prima di sedersi al tavolo delle trattative con il possibile acquirente. Nessuno potrebbe mai valutare di prendere subito a carico un simile handicap economico e pertanto toccherà ovviamente a Guaraldi e soci immettere liquidità nelle casse del club o lasciare sul piatto beni di valore. Lo hanno fatto ai tempi anche i Menarini e Porcedda con appartamenti, garage e un hotel pur di arrivare ad una conclusione positiva delle trattative con la cordata messa in piedi da Consorte e capeggiata proprio da Zanetti. Qualora Guaraldi voglia rendere appetibile la società e concludere davvero il passaggio di mano dovrebbe ipoteticamente risanare almeno il 60% (20 milioni) dei debiti già esistenti e solo a quel punto si potrebbe iniziare a sperare in una conclusione positiva della cessione ovviamente previa controllo accurato mediante una due diligence.
Cosa deve fare Zanetti - Partendo da un ipotetico meno 10 milioni necessario per chiudere definitivamente il buco lasciato dalla precedente gestione, l'acquirente dovrebbe subito porre uomini giusti nei ruoli chiave attualmente scoperti. Serviranno sicuramente un direttore generale e un direttore sportivo da legare contrattualmente al club per un tempo breve e con clausole fortemente legate alla produttività. Si possono portare nomi già noti come Pedrelli, Baraldi e Salvatori o completamente nuovi come Oriali e Corvino. Esiste poi la questione allenatore: Stefano Pioli ha un contratto in essere per un altro anno e potrebbe accettare la sfida della Serie B lavorando con una nuova società e a questo punto potrebbe tornare in auge anche il nome di Bagni come ds. Si passa quindi alla squadra che dovrà essere composta da un massimo di 20 giocatori più Under 21 in numero illimitato. Al netto di contratti in scadenza, comproprietà non rinnovate e prestiti di ritorno il Bologna si ritroverebbe a disposizione 29 tesserati più 10 giovani: molti di essi però non sarebbero proponibili per vari motivi e occorrerebbe svincolarli e sostituirli. Evitando cessioni, ragionevolmente servirebbero almeno tre titolari e tre riserve tra cui almeno un attaccante affidabile in Serie B per una spesa pari a 7-8 milioni. Se Zanetti intende rilevare il club, risanarlo e renderlo competitivo da subito per il ritorno in Serie A deve mettere in conto un investimento di almeno 20 milioni.
Incognita Centro Tecnico - Permane però un'ombra su tutta la possibile operazione di cessione e risanamento economico del club: il progetto del nuovo centro tecnico di Granarolo. Per costruirlo sarebbe infatti acceso presso il Credito Sportivo un mutuo di almeno 20 milioni di euro a carico del Bologna che automaticamente andrebbe a gravare sulle spalle del nuovo proprietario appesantendo notevolmente il fardello da sostenere. Non si tratta ovviamente di denaro da restituire interamente in tempi brevi, ma comunque quest'opera edilizia voluta dal presidente Guaraldi potrebbe diventare un ostacolo insormontabile nella trattativa con Zanetti o altri possibili compratori. Non è infatti scontato che il nuovo proprietario sia interessato ad attuare il progetto e potrebbe quindi chiedere di bloccare immediatamente l'iter burocratico per la sua realizzazione. In sede di trattativa resta quindi da verificare anche se ci siano ancora i tempi e la volontà di arrivare a questa soluzione. Il tutto senza dimenticare che gli enti che hanno stretto accordi con Guaraldi entro breve tempo non avranno più le stesse voci: il sindaco di Granarolo Lambertini cederà la poltrona dopo le elezioni e il vice presidente Venturi vedrà la Provincia scomparire nella nuova entità denominata Città Metropolitana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA