Tutto Bologna Web Primo Piano Cristaldo suona la carica: "A Livorno non firmo per il pari"

Cristaldo suona la carica: "A Livorno non firmo per il pari"

Luca Lollini

Due settimane fa era stato oggetto di parecchie critiche Jonathan Cristaldo: l’espulsione contro il Verona non era piaciuta a tanti, conseguenza di un braccio troppo aperto in salto ma soprattutto di uno screzio precedente con Vangelis Moras. “Ho sbagliato – ammette subito l’argentino – ma questa squalifica mi è servita per crescere come giocatore”. Il cartellino rosso, costatogli una giornata di stop, è stato figlio anche della voglia che Cristaldo mette in campo tutte le domeniche: “Non volevo fargli male, io vado su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Prima – rivela – Moras mi aveva dato una testata e io avevo reagito”. Legare questo suo momento di nervosismo alla frustrazione per la sterilità dell’attacco rossoblù, quindi, è sbagliato: “Non credo. Noi attaccanti vogliamo fare sempre gol, ne abbiamo bisogno, però nessuno di noi è nervoso”.

Contro il Sassuolo, appunto, il Churry non ha giocato, ma forse l’assenza che si è sentita di più (e per la quale non ci si può fare proprio nulla) è stata quella di Alessandro Diamanti. Partite così bloccate, lui, era in grado di risolverle: “Ovviamente ci avrebbe fatto comodo averlo, con una giocata o una punizione poteva mettere una buona palla per gli attaccanti: adesso dobbiamo farlo tutti”. Non è successo, anzi nel primo tempo è stata la formazione di Di Francesco a mettere sotto il Bologna: “Loro qui erano all’ultima spiaggia, e sono una squadra che gioca bene. Adesso a Livorno per noi sarà come una finale, non firmerei mai per il pari”. Sarà la seconda partita di una serie cruciale per la salvezza della squadra, una lotta a cui Cristaldo non era abituato: “Nella mia carriera ho sempre giocato per lo Scudetto, ma anche questa è una sfida che mi piace. È una situazione difficile – riflette – che mi serve per crescere come uomo e come calciatore”.

Il problema numero uno del Bologna è quello dell'attaco. Bianchi, ad esempio, sta attraversando un momento particolarmente complicato all’interno di una stagione già molto difficile. Come l’ex giocatore del Metalist, anche lui è ancora a secco dopo aver siglato una doppietta, e a questo si aggiunge il penalty sbagliato al Bentegodi. Di cose da appuntargli, però, Jonathan non ne ha: “Rolando è un grande calciatore, anzi è il più professionale della squadra. In Ucraina ero rigorista, ma nel caso in cui a Verona avessero fischiato anche quello che c’era su di me – spiega – se Bianchi avesse voluto gliel’avrei lasciato battere di nuovo”. Il numero nove, complice una botta al ginocchio rimediata l’ultima giornata, a Livorno dovrebbe fare spazio ad Acquafresca: “È bravissimo, ed è un grande finalizzatore”. Una coppia quasi inedita, Cristaldo-Acquafresca, a cui potrebbe aggiungersi un Kone in posizione di esterno destro: “Ha già giocato in quel ruolo, ma io penso sia meglio metterlo lì quando sei in svantaggio e devi riprendere la partita”.

Dell’Argentina gli mancano naturalmente la famiglia e gli amici, ma qua in Italia si sente spesso con qualche connazionale via WhatsApp. Nomi? “Iturbe, Ricky Alvarez, Maxi Moralez e Schelotto. Adesso che è Parma con lui mi vedo spesso”. Mentre per il futuro il discorso è sempre lo stesso: “Io vorrei rimanere qua, ma lo so che è difficile”. Perché cinque milioni di diritto di riscatto sono improponibili per le casse del Bologna, e lo sappiamo. Salutare tutti con i rossoblù ancora in Serie A, però, sarebbe sicuramente un modo più dolce per andarsene.