Riprende la marcia il Bologna che nel posticipo strappa un punto contro l’Inter, soffrendo (due traverse nerazzurre) ma mettendo in campo determinazione e voglia.
Con sofferenza: buon punto per il Bologna
La partita. Pioli sceglie Natali al centro della difesa spostando Krhin a centrocampo, con Perez che si riprende la maglia da titolare e il conseguente avanzamento di Kone in attacco. Il greco a tratti agisce addirittura da seconda punta. In porta viene riconfermato Curci. Da segnalare la presenza di Guaraldi in tribuna. I rossoblù partono forte proponendo ritmi alti e pressing organizzato, l’Inter patisce l’avvio di carattere dei padroni di casa e appare in difficoltà. Si parte subito con un giallo di Taider (molto nervoso) per un fallo duro su Morleo. Poco più tardi il primo episodio significativo: Diamanti va via sulla destra ancora all’algerino che lo stende da dietro (sarebbe secondo giallo) Banti opta per il vantaggio che porta Cristaldo a servire Kone a centro area. Il tiro è sporco ma ugualmente funzionale: uno a zero. A quel punto tutti si aspettano la seconda ammonizione all’ex rossoblù ma Banti fa orecchie da mercante. I nerazzurri avrebbero giocato in dieci per 79 minuti. A questo punto gli uomini di Mazzarri provano a reagire con il possesso palla e con il lavoro delle punte a far uscire i difensori centrali a favore degli inserimenti dall’esterno. Al minuto quattordici Sorensen buca l’intervento, Palacio solo davanti a Curci si fa ipnotizzare. La notizia è che abbiamo un portiere che para. Il Bologna tiene bene il campo più di grinta che di qualità ma la differenza dei valori in campo non può consentire molto di più di questo. Al 36’ Jonathan pennella un pallone morbido al centro che Palacio non riesce a girare di testa, alto di poco. Poco dopo Taider si libera di Diamanti con un fallo ma il suo pallone in mezzo non viene raccolto da nessuno, anzi, gli torna sui piedi ma incredibilmente non lo deposita in rete. Sarebbe stato fuorigioco comunque.
I rossoblù non brillano sul piano del gioco, Diamanti è apparso una brutta copia di quello visto in Nazionale e Cristaldo si sbatte per far salire la squadra. Tutti gli altri sono impegnati a non concedere spazi e difendere il vantaggio. Bene Morleo a sinistra fino a che le energie glielo hanno consentito. La ripresa si apre con la novità Bianchi per l’infortunato Cristaldo; il problema è che la musica cambia. Il Bfc inizia a risentire dell’inevitabile calo di energie dopo un dispendioso primo tempo. Il pari arriva subito, con la solita storia che i rossoblù un goal normale non lo prendono mai: Jonathan gode ti troppa libertà in area, il tiro è comunque debole ma Sorensen ci mette il piede spiazzando Curci. Da qui si capisce che sarà sofferenza. Garics è stanco e ha bisogno del cambio, Murelli viene espulso per proteste, Banti si conferma arbitro non da Serie A in più Perez e Morleo sono afflitti dai crampi. Pioli chiude le sostituzioni inserendo Crespo e Pazienza ma il Bfc è ormai in difficoltà e si limita a portare a casa il pari. In avanti solo Bianchi sfrutta un pallone vagante da venticinque metri costringendo Handanovic alla grande parata. Ancora latitante Diamanti che sbaglia appoggi facili ma almeno si sbatte in fase di copertura. Parte l’assedio nerazzurro quando Morleo, a cambi finiti, non ne ha più e si accascia. Mazzarri ordina ai suoi di attaccare da quella parte ma le occasioni più ghiotte arrivano da calcio da fermo. Prima Curci neutralizza una incornata di Rolando, siamo al novantesimo e lo spettro bergamasco, e ancora prima milanista, si ripresenta. Soprattutto alla fine quando Juan, non certo un giocatore dai piedi sopraffini, sfodera una girata al volo che coglie la traversa. Tutti col fiato sospeso ma stavolta la fortuna è dalla nostra. Finisce uno a uno. Bologna a metà, dopo un buon primo tempo i rossoblù calano e rischiano grosso. La sensazione è che questa squadra, per far male, debba giocare a ritmi altissimi per più tempo possibile; appena il pressing viene meno le evidenti lacune tecniche risalgono in superficie. E’ comunque un punto d’oro che porta i rossoblù di nuovo al quartultimo posto con una lunghezza di vantaggio sulla Samp (ringraziare Cana) a meno uno dal Livorno e due dal Sassuolo. Per oggi possiamo accontentarci, il problema è che ora ci saranno Parma fuori e Juve in casa. Forza e coraggio.
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