Abbiamo già ripetuto più volte quanto sia ampia ed approfondita la conoscenza tattica e l'esperienza di campo di Stefano Pioli, allenatore che prepara con scrupolo la stagione sin dai primi giorni di ritiro. Il ferreo regime alimentare e la disciplina che hanno accompagnato queste settimane tra Andalo e Sestola sono solo due degli aspetti di un lavoro minuzioso che abbraccia tanti aspetti della vita di un atleta a prescindere dall'età dei giocatori a disposizione: dagli esordienti in prima squadra fino ai veterani tutti devono seguire alla lettera le disposizioni del mister. Negli ultimi giorni però abbiamo imparato a conoscere anche un Pioli diverso, ancora più deciso e che forse addirittura ha scalfito quell'immagine da aziendalista che le esperienze passate (non solo a Bologna) gli avevano cucito addosso. Le voci sempre più insistenti riguardo all'interessamento dell'Inter per Saphir Taider hanno portato all'esasperazione anche un uomo pacato e riflessivo come il tecnico parmense che ha ribadito senza giri di parole di considerare assolutamente incedibile il giovane centrocampista. Le parole spese per Taider hanno un valore molto diverso da quelle utilizzate per Diamanti al momento del suo arrivo ad Andalo perchè non puntano solo a gettare acqua sul fuoco del mercato, ma anche a dare un segnale inequivocabile a tutte le parti in causa compresa anche la società rossoblù. Pioli ha infatti voluto esprimere in anticipo il suo totale dissenso da un'eventuale cessione dell'algerino e ora anche il Bologna deve pensarci bene prima di portare avanti tale operazione. Vendere Taider infatti, a prescindere dal conguaglio economico e dalle contropartite tecniche, sembrerebbe un atto di delegittimazione di un allenatore a cui è stato rinnovato da poco il contratto e che è stato in questi anni il vero artefice delle salvezze felsinee. Tra i gioielli rossoblù infatti è proprio il tecnico quello più prezioso che andrebbe lucidato più spesso perchè in grado di dare lustro da solo ad una squadra che ogni anno cambia identità tra sacrifici in nome del bilancio e prestiti di passaggio. Proprio questo punto fondamentale è sicuramente al centro dei ragionamenti impostati da Pioli con i suoi superiori: quest'anno il Bologna deve partire dalle basi gettate lo scorso anno a livello tanto tattico quanto tecnico. Niente rivolzioni insomma. Ecco perchè Curci è tornato a difendere i pali, Bianchi ha preso il posto di Gilardino come unico centravanti di riferimento e addirittura Perez potrebbe rientrare in mezzo al campo a dare una mano proprio a Taider nella sua crescita. Anche perchè nella prossima stagione il giovane talento scoperto da Bagni potrebbe consacrarsi definitivamente e quindi portare tra un anno ad un introito decisamente maggiore anche per le casse rossoblù.
Caso Taider: Pioli non vuole rivoluzioni
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