Tutto Bologna Web Primo Piano Caro Bologna, perchè ti lasci offendere?

Caro Bologna, perchè ti lasci offendere?

Redazione TuttoBolognaWeb


Sono passati già due giorni interi da Bologna-Juventus, ma non accennano ancora a placarsi le polemiche per l'esultanza e soprattutto per le parole di Antonio Conte in conferenza stampa. Anche ieri vi abbiamo riferito i commenti di personaggi importanti come quella del commissario tecnico Cesare Prandelli e del presidente degli allenatori Renzo Ulivieri, ma soprattutto la difesa del suo allenatore pronunciata dal direttore sportivo juventino Beppe Marotta. E il Bologna in tutto questo cosa pensa di fare? Il tecnico Stefano Pioli ha già fatto il suo dovere stigmatizzando a caldo con il suo solito stile l'eccessiva esultanza e l'irriverente provocazione del collega nei confronti di un pubblico che oltre al danno della sconfitta ha dovuto subire anche la beffa di un professionista trasformato in capo ultras. Non può però bastare la reazione doverosa e pacata dell'allenatore a sollevare la società da una replica alle accuse ingiuste lanciate da Conte contro i tifosi rossoblù presenti allo stadio sabato sera. Sono stati tirati in ballo bastoni, sputi, pietre e bestemmie utilizzate da padri di famiglia con figli in braccio per mettere in dubbio l'educazione di una tifoseria che in Italia ha pochi eguali per sportività e lealtà. Peccato che una delle prime regole che un genitore responsabile insegna al figlio che va in trasferta sia proprio il massimo rispetto per i tifosi locali e che vedere un uomo adulto sbracciarsi come dopo la conquista di un Mondiale non ne sia esattamente un esempio perfetto. Il presidente Guaraldi non può far finta di niente di fronte a questa ulteriore provocazione che va a colpire direttamente quelle persone che hanno consentito alla sua società di raggiungere un incasso da record di oltre un milione di euro esaurendo tutti i biglietti a disposizione. La frattura ormai insanabile tra i gruppi ultras della Curva Bulgarelli e i vertici del Bologna non può giustificare questo silenzio sanguinoso da parte del club che ora dopo ora fa anche più male delle stesse parole pronunciate dall'allenatore bianconero. A maggior ragione avendo letto ieri la presa di posizione ufficiale della Juventus per bocca di Marotta. Oggi allora è lecito attendersi una replica magari non puntuale ma almeno decisa e risoluta da parte del presidente Guaraldi, del direttore generale Zanzi o anche del presidente onorario Morandi. L'importante è che qualcuno parli e che il Bologna dimostri di non voler ignorare le offese gratuite ricevute dal pubblico rossoblù tenendo la testa nascosta sotto la sabbia magari per non infastidire una società amica con cui si intrattengono frequenti operazioni di mercato. Sono gesti che fanno parte dei doveri di rappresentanza di chi possiede una società di calcio che porta ovunque l'immagine di una città intera che solo due settimane fa ha mostrato a tutta Italia il suo volto più bello festeggiando in Piazza Maggiore uno dei suoi profeti. Allora il Bologna fu presente, lo sia anche oggi.