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Bologna, una vergogna senza fine

Redazione TuttoBolognaWeb

Ennesima partita decisiva, ennesimo flop. Il Bologna rimedia una figuraccia contro l'Atalanta fra lo sgomento del pubblico che si sciroppa altri 90 e passa minuti di una pochezza avvilente e preoccupante. Il Bologna parte con un 4-4-2 che ancora una volta sorprende tutti e sconvolge nuovamente l'undici titolare, segno evidente che questa squadra non ha ancora modulo e interpreti su cui fare affidamento, che propone Garics e Cherubin esterni bassi, Crespo e Lazaros ali e Moscardelli-Acquafresca in avanti. Colantuono replica con Denis-De Luca senza Moralez infortunato. Confermati Bonaventura e Carmona, mentre Cigarini va in panchina.

Pronti via, il Bologna si fa subito vedere a ridosso dell'area di Consigli con Krhin che s'inserisce bene fra le linee prima di venire steso da un blocco di Stendardo. La susseguente punizione di Lazaros finisce fra le braccia di Consigli senza troppe pretese. L'Atalanta non si vede e il Bologna fa gioco, o meglio, tiene la palla senza però combinare granché, il tutto fino al 22', quando Perez perde un pallone clamoroso nei pressi dell'area, De Luca s'infila, ubriaca tutta la difesa con le sue finte e scarica un sinistro angolato ed imprendibile per Curci. Il Bologna accusa il colpo e pochi minuti dopo capitola. Estigarribia riceve da De Luca al limite dell'area e scarica un tiro violento che si insacca sotto il sette, con Curci che non può far altro che raccogliere la palla in rete. 2 a 0 e Dall'Ara che sprofonda nello sconforto. Il doppio svantaggio però pare aver risvegliato la squadra che cerca di reagire e prima con Crespo poi con Acquafresca per due volte arriva davanti a Consigli senza però riuscire ad infilarlo. Il dilemma della sconfitta si delinea anche di fronte ad un super portiere che sventa i pochi, faticosi, tentativi della squadra di Ballardini. Prima del the, c'è ancora tempo per un'occasione dell'Atalanta che, gentilmente, non infierisce. A fine primo tempo si levano fischi e insulti in direzione di una squadra generosa ma ancora troppo inconcludente.

Nella ripresa la musica non cambia anzi, il Bologna non fa niente di che per impensierire un'Atalanta che si limita a controllare e gioca sul velluto. I cambi a inizio ripresa, dentro Ibson e Cristaldo per Perez e Crespo, non sortiscono alcun effetto: l'argentino ha voglia e si sbatte ma nulla più, il brasiliano è un pesce fuor d'acqua. Il tempo passa, entra anche Bianchi per un Acquafresca ai limiti della decenza ma il Bologna a trazione ultra-offensiva non graffia nemmeno un po. Dalla curva si levano cori per Andersson, Kolyvanov e in maniera più isolata per altri idoli del passato come Nervo e Paramatti, a rimembrare i bei tempi che furono, alla faccia del nulla che sta giocando in maglia rossoblù. Prima della fine Livaja fa di tutto per farsi cacciare litigando con metà Bologna. A fine gara 4/5 giocatori si fermano all'entrata del tunnel alzando le mani in segno di scuse ma la curva alza i decibel della voce e caccia lo sparuto gruppo senza (giustamente) alcuna pietà.

È notte fonda e la contestazione del pubblico, iniziata a metà primo tempo, rende l'idea di quanto il popolo rossoblù sia arrabbiato di fronte all'impotenza della squadra ma anche nei confronti di una proprietà che ormai è ai minimi storici in termini di popolarità nella persona del presidente Guaraldi, reo di avere depauperato il patrimonio tecnico del club senza reinvestire nulla, al quale la gente non risparmia sonori "vaffa" e altre ingiurie che chiamano in causa la sua figura. È notte fonda per il Bologna, la gente non ne può più e anche il sostegno dichiarato verso la squadra sta iniziando a incrinarsi. Il pubblico chiedeva almeno di lottare: Ballardini sostiene che il Bologna l'abbia fatto, ma secondo la stragrande maggioranza di stampa e tifosi, non è stato cosi. Certo non bastano sparute fiammate (barlumi...) qua e là per parlare di impegno. Avanti pure, sarà una lunga agonia.