Anche ieri la Serie A si è confermata un campionato di livello talmente basso che il Bologna oggi può ancora sperare di sopravvivere nonostante lo spettacolo raccapricciante messo in scena sabato contro la Fiorentina. Il Sassuolo giocherà solo stasera, ma la vera notizia positiva per i rossoblù arriva dal Catania ormai virtualmente retrocesso che quindi presumibilmente regalerà tre punti al Dall'Ara per totale assenza di motivazioni ma anche per non trovarsi a retrocedere insieme ad una realtà più forte come il Bologna. Il paracadute previsto da Sky per le retrocesse infatti ha una ripartizione proporzionale agli anni di permanenza nel massimo campionato e pertanto agli etnei inevitabilmente converrebbe che a fare loro compagnia fossero Sassuolo e Livorno. Aggrapparsi a questi calcoli però non può e non deve bastare per una squadra, un tecnico ed una società che, pur in misure diverse, hanno ripetutamente insultato l'amore dei tifosi rossoblù. Per provare a dare ancora un senso a questo campionato serve che in questa settimana ognuno faccia il proprio lavoro onorando il fatto di essere parte di una squadra ancora di Serie A.
Bologna: una settimana per sopravvivere
Allenatore - I tifosi hanno dimostrato che ci sono e ci saranno sempre anche quando Ballardini sarà su un'altra panchina pertanto ora è arrivato il momento di chiudere la triste ed insensata parentesi degli allenamenti a porte chiuse. A Casteldebole non c'è niente da nascondere e nessuno che meriti di essere protetto dall'eventuale contestazione di una tifoseria che comunque ha scelto di crederci fino alla fine e che quindi non approfitterebbe mai della possibilità di assistere agli allenamenti per attuare gesti di protesta violenta. Evidentemente inoltre le motivazioni arrivate dal tecnico ai giocatori non sono sufficienti e allora che i tifosi siano lasciati liberi di fornire le proprie. Aprire i cancelli del centro tecnico già da domani è un obbligo e non rispondere alla sollecitazione ricevuta anche sabato dal popolo rossoblù sarebbe un'altra picconata alle già fragili speranze di salvezza del Bologna. Ballardini però deve anche dare una svolta al suo lavoro sulla squadra mettendo da parte tutti gli esperimenti tattici e di formazione per scegliere la via più sicura. Non c'è più tempo per schierare la difesa a quattro, per valutare Friberg o per dare chance ad Acquafresca: mancano tre giornate e ora deve giocare solo chi può veramente dare qualcosa da subito a questa squadra. Se lo stesso Ballardini non si ritiene in grado o non crede più nell'obiettivo sia il primo a farsi da parte.
Squadra - Il Bologna sabato non è crollato dopo aver subito il gol del vantaggio viola, ma qualche minuto prima quando improvvisamente ha smesso di pressare mentre dopo la marcatura di Cuadrado dalla padella si è passati alla brace e l'immobilismo mostrato nell'azione della rete si è riproposto nei movimenti di tutti i rossoblù assolutamenti incapaci di reagire. Il doppio svantaggio avrebbe dovuto portare almeno ad una reazione nervosa nella ripresa, sarebbe stato lecito aspettarsi almeno qualche fallo in più e anche un paio di ammonizioni, ma l'unica fiammata d'orgoglio è stata quella firmata in solitario da Morleo purtroppo senza esito. Questo Bologna non ha un'anima e purtroppo la situazione si sta trascinando immutata sin dal ritiro di Andalo: non è mai stato un leader Diamanti e non è mai stato messo nelle condizioni di esserlo neanche Perez. Il caso del ritiro rifiutato e dell'esonero di Pioli caldeggiato da meno di una decina di giocatori sono emblematici di un gruppo in cui i personalismi troppo spesso hanno prevaricato la volontà di perseguire il bene comune. In caso di retrocessione le colpe della società saranno sicuramente macroscopiche ma ognuno dei tesserati rossoblù sarà ritenuto colpevole secondo la sua percentuale e per tanti sarà difficile chiedere nuovamente fiducia a questa città. Ci si svegli subito: anche se è tardi per salvare la faccia, si può essere ancora in tempo per salvare la stagione.
Dirigenza - La Serie B sarebbe il giusto premio per il presidente Guaraldi e tutti coloro che a vario titolo in questi anni lo hanno sostenuto ed aiutato nell'opera di distruzione di una squadra di calcio con prospettive importanti di crescita. Senza investimenti e senza competenze è giusto pagare con la retrocessione e forse questo evento porrebbe fine una volta per tutte all'agonia causata e prolungata da tutta questa dirigenza. I tifosi però non lo meritano e oggi c'è ancora qualche angusto sentiero percorribile per evitare il peggio. Come la scorsa settimana si è deciso di cedere alle pressioni dei media e offrire ottomila biglietti per la gara contro la Fiorentina, così si interceda presso Ballardini per riaprire le porte di Casteldebole. Fatto questo, che ci si defili completamente e, come avvenuto nella persona di Guaraldi sabato pomeriggio, si decida di farsi da parte per non farsi più vedere nè sentire fino a quando non sarà tutto finito. Far filtrare tramite la stampa amica informazioni su inutili premi partita o su richieste di riabilitazione per Perez e Bianchi infatti risulta inutile quanto affidare a Zanzi il compito di rompere settimanalmente il silenzio stampa nei prepartita. Il prezzo del silenzio è una multa più o meno salata? Che la si paghi e si eviti di dare in pasto ai tifosi banalità su un gruppo concentrato e coeso: chi parla non ne ha mai avuto il controllo e ha già fatto abbondantemente la sua parte con le delegittimazioni pubbliche di Pioli proprio davanti alle telecamere.
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