Lasciamo per un attimo da parte il risultato del campo per parlare di quello ottenuto sugli spalti sabato sera. Al pareggio conquistato da Pioli e i suoi ragazzi infatti ha fatto da sfondo una bella vittoria per l'iniziativa della Banca di Bologna. Assistere alla partita tra Bologna e Torino nel cuore della curva San Luca è stata un'esperienza diversa dal solito che ha mostrato a tutti i presenti le potenzialità di una città ancora capace di grandi passioni che aspettano solo di essere risvegliate. E per farlo non ci vuole chissà cosa: basta una serata di inizio primavera, qualche migliaio di sedili da riempire e la voglia di rendere una partita di calcio un'esperienza da vivere. Per i tanti bambini che sabato scorso erano al Dall'Ara si è trattato sicuramente di una serata diversa da trascorrere in compagnia di amici e parenti invece che impegnati in qualche videogioco o davanti al televisore. L'iniziativa dei biglietti omaggio per studenti ed accompagnatori ha infatti portato centinaia di giovanissimi a gremire buona parte della tradizionalmente desolata curva San Luca accompagnati dall'intera famiglia, dai fratelli maggiori, dai nonni o dagli amici di scuola per scoprire quanto possa essere bello guardare dal vivo quegli uomini con la maglia rossoblu che corrono su un campo di calcio e che hanno fatto sognare e soffrire tante generazioni di bolognesi. Bastava tendere l'orecchio per sentire un bimbo in età prescolare già pronto a discutere con il papà di un fallo o di un fuorigioco. Bastava aguzzare la vista per vedere gruppetti di adolescenti con ragazzi in tenuta da tifo e ragazze pronte per la discoteca che avevano comunque scelto di passare il loro preserata allo stadio. Non importa neanche tanto che tre dei quattro gol siano stati realizzati dalla parte opposta dello stadio: per esultare o disperarsi bastava seguire gli urli provenienti da quella curva Bulgarelli in cui magari tanti bambini crescendo sceglieranno di trascorrere le loro domeniche pomeriggio. Il calcio visto in televisione non basta a far nascere una passione mentre invece la presenza al Dall'Ara diventerà già stamattina per tanti un'esperienza da raccontare tra i banchi di scuola. Facendo magari invidia a quegli amici che vantano simpatie biancorossonerazzurre ma che non hanno mai cantato o saltato davvero insieme a decine di migliaia di altre voci. A coronamento della serata qualche pezzo di mortadella e una sfrappola fuori stagione hanno addolcito anche l'amarezza di un risultato che è passato da una sconfitta a una vittoria per poi attestarsi su un clamoroso pareggio. E passi pure che al gol di Bianchi un bambino a pochi metri da me si sia sfogato rabbiosamente sul primo giornalino passato tra le sue mani: la delusione fa parte del tifo e vederlo già così appassionato è stato un gran bel segnale per il futuro. Tifare Bologna è un lavoro duro, ma è proprio attraverso le difficoltà che il cuore rossoblu può forgiarsi per gli anni futuri. Serate come quella di sabato scorso dovrebbero ricordare a tutti che gli investimenti fatti sulle nuove generazioni saranno sempre più utili delle spese per qualsiasi centro tecnico o qualsiasi terzino proveniente dall'altra parte del mondo.
Bologna-Torino: serata di giovani rossoblu
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