La notizia di ieri è stata evidentemente l'incontro tra Guaraldi e i pochi giornalisti invitati alla riunione di martedì sera (conferenza stampa sarebbe un termine improprio). Addirittura si sperava che la notizia non trapelasse fino all'uscita dei giornali in edicola sottovalutando evidentemente la portata del web e la curiosità di una città a cui non si può nascondere nulla. In questo clima di mistero il presidente Guaraldi ha difeso il suo operato ottenendo però forse l'effetto contrario ovvero aumentando i dubbi della parte più critica di Bologna. Iniziamo dalla vicenda Volpi: è davvero possibile che due professionisti seri come Tamburi e Catalanotti abbiano parlato per settimane senza che il presidente del Bologna avesse ricevuto nessuna lettera d'intenti? E il denaro fresco messo nelle casse del club da Massimo Zanetti (4 milioni) non costituisce da solo già una forma concreta di interessamento al possesso della società? Oggi sembra davvero più facile pensare che in questi anni ci siano stati abboccamenti più o meno convinti ma che legittimamente Guaraldi abbia scelto di non vendere un bene di cui è diventato nel tempo azionista di maggioranza. Nessuno infatti può obbligare un proprietario a vendere qualcosa, ma se costui ammette pubblicamente di essere disponibile ad aprire una trattativa allora è lecito aspettarsi che ciò avvenga non appena se ne presenti l'occasione. Passiamo quindi alla vicenda legata alla cessione di Portanova. Smaltita la rabbia e la delusione per la perdita del capitano, i tifosi hanno chiesto per settimane di conoscere i termini esatti della trattativa e in particolare di sapere se il cartellino di Gilardino fosse coinvolto in essa. Alla riunione Guaraldi ha rivelato ai giornalisti lo sconto di 2 milioni che sarà praticato a giugno da Preziosi per l'acquisto dell'attaccante. Non sarebbe stato più facile e trasparente comunicare questa notizia direttamente ai tifosi invece di vivere la domenica di Bologna-Roma in mezzo agli insulti dello stadio? A questo punto è chiaro a tutti che Diamanti sarà il prossimo calciatore sacrificato per poter far fronte alle spese che (per ammissione dello stesso presidente rossoblu) stanno minando il futuro del club. I tifosi non hanno bisogno di lezioni sulla drammaticità della crisi economica di cui stanno provando gli effetti sulla loro pelle nella vita di tutti i giorni, ma si chiedono anche perchè non sia possibile fare calcio puntando su investimenti oculati frutto di attente selezioni invece che sui vari Abero, Pazienza e Motta. Allo stesso modo è probabile che le famiglie dei bambini che si dovranno allenare sui terreni del nuovo centro tecnico di Granarolo non si accontentino di una battuta quando si parla della salute dei loro figli e che quindi attendano con ansia i risultati delle verifiche sull'elettrosmog. Questi sono solo alcuni dei dubbi scaturiti dalle parole di Guaraldi e che ieri hanno popolato le chiacchiere dei tifosi rossoblu. Tutto questo senza contare il fatto che riservare determinate comunicazioni ad una ristretta cerchia di giornalisti è sembrata una grave mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli altri colleghi ma soprattutto dei tifosi che in questi mesi non hanno fatto altro che chiedere a gran voce risposte chiare sulle mosse del Bologna e sul destino della loro squadra.
Bologna, perche tanti misteri?
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