Il Bologna crolla, con una semplicità disarmante, ai piedi di una Fiorentina che domina i rossoblù senza particolari patemi. Desolante il match disputato dalla truppa di Ballardini, che è parsa impotente per larghi tratti della gara e assolutamente incapace di produrre un minimo di gioco per impensierire la squadra viola. Ora come ora, come una settimana fa e senza dover aspettare nemmeno l’esito di Sassuolo-Juventus, il Bologna è momentaneamente in Serie B.
Bologna, la B è dietro l'angolo
Prima che la Fiorentina facesse di un sol boccone questo Bologna di una pochezza imbarazzante, i padroni di casa erano anche partiti bene, giocando i primi 20’ di gioco con un atteggiamento offensivo, degno di chi deve lottare per qualcosa, andando ad impensierire Neto con Krhin di testa e con Pazienza da fuori area. Poco prima del 25’ ecco invece l’azione da cui nasce il vantaggio viola. A centrocampo il Bologna batte di fretta e male una punizione nel breve, lasciando modo a Joaquin e a Cuadrado di costruire l’azione che porta i toscani avanti grazie ad una precisa conclusione del colombiano. L’1-0 annichilisce il Bologna non solo per il gol incassato, ma anche per la maniera in cui è stato subito e va via via scomparendo. Bastano appena dieci minuti infatti e la Fiorentina raddoppia con Ilicic, bravo a disegnare una parabola imprendibile nel sette con la collaborazione di Pazienza. Passano i minuti e Borja Valero si divora il 3-0. È notte fonda. A 3’ dal thè, Ballardini avvicenda Cherubin con Cristaldo, passando quindi a quattro in difesa, ma la sostanza non cambierà.
La ripresa è ancor più avvilente col Bologna agonizzante, preda di una Fiorentina che si dimostra un boia anche troppo generoso, dal momento che si presenta con Joaquin, Cuadrado, Wolski e Ilicic davanti a Curci senza mai infilarlo, a volte per bravura sua, altre per mira imprecisa. il Bologna si è visto solo per un’azione monumentale di Morleo che, partito dalla propria area, si è dribblato mezza squadra viola, presentandosi al tiro terminato centrale. Per il resto tanti passaggi sbagliati, controlli di palla approssimativi (Garics in primis), cross a vuoto e nessuna idea per tentare un minimo di forcing. In più, ci si è messo anche Ballardini che nella ripresa ha tolto Morleo, uno dei meno peggio, per Cech e un impalpabile Friberg per Krhin ad inizio ripresa. Il tutto mentre la Fiorentina giocava sul velluto prima di colpire nel finale con Cuadrado che dopo aver tagliato la difesa rossoblù come il burro, scaricava il 3-0 nel sacco con un tiro potente.
Verso la fine della partita, lo stadio si è risvegliato in un paradossale clima festoso, con il pubblico di casa a sostenere i colori rossoblù cantando il proprio amore per la squadra a prescindere dallo strazio che ha mostrato sul campo. Tifosi rossoblù encomiabili, come sempre, al cospetto di un’Armata Brancaleone che non ha mordente e non ha mai messo in campo (se non per 15 minuti e poco più) quella cattiveria che dovrebbe avere una squadra con l’acqua, per non dire di peggio, alla gola. Mancano tre giornate alla fine: l’agonia non è finita.
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