Pronti via e il tifoso rossoblù ha tirato fuori il pallottoliere per non perdere il conto dello smisurato numero di errori che i giocatori in maglia bianca hanno sfornato nei primi venti minuti. La difesa sembra uno di quei gommoncini che imbarcano acqua da tutte le parti. Parte Curci, poi Antonsson due volte mentre in avanti si vede qualcosina solo dalla mezz’ora in poi. Il viso di Pioli dopo il terzo goal dice tutto, sintomo che anche lui sta perdendo il controllo della situazione e non sa che pesci prendere. Anche per i giornalisti diventa complicato commentare una partita che si apre con una maldestra respinta dell’estremo difensore rossoblù e che nel proseguire dell’azione vede i centrali rimanere fermi come i giocatori del calcio balilla consentendo a Florenzi di insaccare l’uno a zero. Direte voi, vabbè la solita dormita con il solito errore del portiere. La consuetudine è che di queste sciagurate amnesie difensive se ne vedano una a partita, invece all’Olimpico deve essere scesa in campo la formazione dei pulcini, quella a cui bisogna ancora insegnare i fondamentali. Antonsson decide di stendere il tappeto rosso a Gervinho in area di rigore permettendogli di battere Curci, anche stavolta non impeccabile. Non è finita qui perché il terzo goal è una comica. Un corner innocuo a centro area con Pazienza che liscia di testa e Antonsson (ancora lui) che inspiegabilmente lascia andare Benatia verso la porta. Con più lo si rivede e con più non si capisce quali fossero i pensieri, o le intenzioni, dello svedese. In attacco il Bfc si fa vedere con un tiro ciccato di Diamanti che comunque sfiora il palo.
Bologna impresentabile, la Roma banchetta
Nel secondo tempo le cose non cambiano particolarmente, anzi, oltre alla pioggia di goal ed errori arriva anche la pioggia vera e torrenziale dal cielo. Gusto per aumentare l’allegria dei supporters rossoblù scesi a Roma. Pioli inserisce Lazaros che prova ad entrare con voglia per dare un po’ più di vivacità, almeno per far capire che c’è ancora un pizzico di vita (forse) nell’undici rossoblù anche se il tutto è ancora intervallato da uscite da paura di Curci e lisci di Mantovani. Poi ovviamente non poteva mica volgere al sereno, Antonsson è sempre pronto a chiudere l’ombrello sotto il diluvio e far bagnare tutti: inciampa durante un contropiede di Gervinho che sembrava diventato Messi tutto d’un colpo, ovviamente la chiusura dell’azione è un goal. Un altro. Non è neanche più una Caporetto, è semplicemente desolazione e avvilimento totale. Ci eravamo dimenticati, c’è pure Ljajic, cinque a zero…Non c’è niente che funzioni, il problema ormai è che non si tratta più di singoli episodi ma di tante coincidenze che fanno più di una prova. Manca ogni singola caratteristica che faccia del Bologna una squadra di calcio. Il portiere non para, il difensore non difende, il centrocampista non costruisce (e non fa filtro) e gli attaccanti non segnano. Bè la somma di tutti questi fattori negativi è semplice. Il povero Cristaldo cosa penserà? Una cosa del tipo: in che squadra sono capitato? Battute a parte, anche se c’è poco da scherzare, non si sa davvero come possa continuare il campionato del Bfc, soprattutto perché anche Pioli sembra brancoli nel buio non sapendo più bene quale strada imboccare. Se anche l’allenatore, artefice delle ultime due salvezze, è in difficoltà allora siamo proprio sull’orlo della crisi e del burrone. Ovviamente la gestione del mercato da parte della società pesa ma ormai forse c’è anche dell’altro. Il Bologna è a quota 16 reti subite in sei partite, non si sa bene con quale spirito la squadra si presenterà al Dall’Ara contro il Verona tra sette giorni. L’impressione è che il clima, domenica prossima, sarà di quelli roventi. Anzi, forse già da domani…
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