Domenica il Bologna è retrocesso matematicamente in Serie B e da quel momento anche i tifosi più miopi hanno avuto una visione assolutamente chiara delle responsabilità di questo fallimento sportivo identificando in Albano Guaraldi il principale artefice delle attuali miserie rossoblù. Tutto l'operato dell'attuale dirigenza è stato un unico grande misfatto che ha avuto l'unico possibile epilogo nel declassamento della squadra: una lenta agonia durata tre anni in cui non è mai stato fatto nulla per bloccare la discesa agli inferi. La speranza di rivedere Massimo Zanetti a capo del club o comunque di non affidare nuovamente le proprie speranze nelle mani di Guaraldi ha dominato la scena per un paio di giorni fino a quando ieri non è entrata prepotentemente in scena la figura di Zdenek Zeman. L'allenatore boemo ha avuto un contatto ufficiale con Guaraldi ed il suo staff ed in queste ore lecitamente si insinua il dubbio che l'attuale socio di maggioranza non sia così propenso a farsi da parte.
Bologna: il futuro è solo senza Guaraldi
Un presidente intenzionato a cedere al più presto la società infatti difficilmente si mette sulle tracce di un allenatore per la stagione successiva visto che un'eventuale accordo siglato proprio con Zeman potrebbe essere un macigno sulle speranze di riuscita della trattativa con Zanetti. Innanzitutto perchè si andrebbe a gravare il club di un nuovo contratto pur avendone già uno valido e sostanzioso per un'altra stagione con Stefano Pioli: non si è mai visto un club retrocesso che inizia la stagione collezionando allenatori invece che rinforzando la rosa. Inoltre proprio la figura dell'ex tecnico di Roma e Lazio, pur avendo un certo fascino sulla tifoseria per il gioco spettacolare proposto, non appare quella adatta nè da proporre ad un possibile acquirente, nè da considerare come punto di ripartenza verso la Serie A. Innanzitutto Zeman è un allenatore che ama lavorare con i giovani e che quindi deve avere alle spalle un settore giovanile florido di talenti pronti da lanciare: nonostante il buon lavoro di Colucci non sembrano esserci in Primavera ragazzi particolarmente pronti al salto nel professionismo. Il boemo poi non è un allenatore che si adatta ad allenare la squadra costruita da altri ma pretende un certo tipo di giocatori adatti all'unico schema contemplato e questo integralismo è sicuramente poco adatto per rendere appetibile la proposta ad un possibile acquirente della società. Infine lo splendido pubblico di Bologna non ha bisogno oggi di promesse di spettacolo e bel gioco ma soltanto di un allenatore serio ed una squadra concentrata che centrino già al primo anno l'obiettivo della promozione. Ecco allora che l'incontro con Zeman oggi appare come una mossa controproducente e promossa solo allo scopo di mantenere ancora le mani di Guaraldi sul volante della società.
Se però c'è un concetto chiaro e lampante che ormai tutta la città condivide è proprio che Albano Guaraldi non deve più avere niente a che fare con il Bologna e che questa rivoluzione debba avvenire in tempi brevissimi. La Serie B è un campionato con regole rigidissime per quanto riguarda la composizione delle rose e soprattutto il rispetto dei parametri economici previsti: non è un caso che nelle ultime tre stagioni siano state comminate oltre dieci penalizzazioni in classifica a causa di inadempimenti o ritardi. Inoltre risulta impossibile pensare di ambire alla promozione in Serie A senza una struttura che combini al meglio competenza tecnica, strategia operativa e disponibilità economica. Si tratta di tre ambiti in cui la gestione triennale di Guaraldi non ha mai dimostrato di essere in grado di muoversi tradendo puntualmente la fiducia dei tifosi: mai un acquisto lungimirante, mai una sinergia instaurata con club più ricchi, mai un aumento di capitale degno di tale nome. Non si torna in Serie A con acquisti scellerati ma con investimenti mirati e magari anche con l'aiuto di qualche società della massima divisione. In questi giorni tutti i soggetti interessati al Bologna, anche se tardivamente, si sono svegliati e dalle istituzioni ai media l'appello è univoco: si proceda quanto prima ad un avvicendamento al vertice del club. Non ha quindi senso farsi illudere dalle fantasie legate al nome di Zeman o da nuove false promesse come quelle già viste a gennaio riguardo al reintegro di Bagni che poi non ha mai operato di nuovo per il club rossoblù finendo per essere usato come un paravento dietro cui nascondere un mercato che ha portato all'acquisto di Friberg e Ibson e alla cessione di Diamanti. Oggi chi vuole davvero il bene della società può solo perseguire a tutti i livelli nell'opera di persuasione che porti Guaraldi a liberare il Bologna.
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