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Bologna congedato con disonore dalla Serie A

Redazione TuttoBolognaWeb

Partita senza pretese a Roma per entrambe le squadre con Ballardini e Reja probabilmente all'addio che presentano in campo due formazioni ben diverse: certezze per la Lazio e scommesse per il Bologna che riscopre giocatori dimenticati come Laxalt e Crespo o ne inventa altri in posizioni inedite (Cech mediano). Il clima da fine stagione e le scelte azzardate si ripercuotono inevitabilmente sulla qualità del gioco proposto da due squadre del tutto imprecise ed incapaci di dare vita a vere e proprie azioni degne di nota affidandosi più che altro al caso. La buona volontà dei rossoblù si spegne con il trascorrere dei minuti lasciando spazio alla maggiore qualità dei padroni di casa che si presentano più volte nei pressi della porta difesa da Stojanovic mentre il Bologna si schiaccia nella propria metà campo. Noia e sbadigli in un Olimpico semivuoto dominano la scena al posto dei dribbling e delle giocate e così il primo tempo si conclude tra i fischi spazientiti del pubblico infastidito. In avvio di ripresa Ballardini prova a scuotere (per modo di dire) la squadra con gli ingressi di Antonsson per Natali e Ibson per Laxalt. L'esito ovviamente sul campo non si vede e il Bologna prosegue la sua gara senza reattività né personalità che dimostra palesemente quanto la retrocessione sia stata meritata sul campo da un tecnico incapace di trovare il bandolo della matassa e di prendere decisioni nette, ma soprattutto da una squadra che neanche all'ultima giornata è riuscita a regalare un moto di orgoglio. Il brasiliano con il 20 tenta qualche giocata ma è vittima del gioco fisico dei laziali e all'improvviso un Ballardini immobile davanti alla panchina decide di regalare l'esordio in Serie A all'oggetto misterioso Federico Rodriguez. L'uomo battezzato come "nuovo Borriello" si presenta pochi secondi dopo l'ingresso in campo con un tiro che esce di pochi centimetri a lato: già questo rende la sua stagione forse migliore di quella di tanti altri attaccanti rossoblù. Anche nella Lazio arriva l'esordio del classe '96 Tounkara, in NBA lo chiamerebbero "garbage time" ovvero minuti-spazzatura e la definizione sembra ben sposarsi soprattutto al campionato del Bologna che sprofonda nell'inferno della Serie B nel più completo anonimato. Anzi all'ultimo secondo arriva persino la ciliegina sulla torta con il rigore di Biglia che infligge ai rossoblù la diciannovesima sconfitta su trentotto gare stagionali: un disarmante 50% che non lascia davvero alibi a chi ha costruito, gestito e condotto questa squadra. É un addio amaro alla Serie A che dimostra però quanto poco fosse adatto questo Bologna a mantenere una categoria immeritata. La speranza ora è che l'addio in realtà sia solo un arrivederci e che già nei prossimi giorni una nuova proprietà idonea al compito e vogliosa di eseguirlo prenda le redini dalle mani di un Guaraldi che ha trascinato alla deriva un'intera città. Ora l'unica vittoria possibile è l'addio al peggior proprietario della storia del Bologna: da lì in poi sarà tutto più facile.