È ufficialmente l’ultimo arrivato Daniel Bessa, annunciato dal sito del Bologna nella serata di lunedì, anche se il suo arrivo era il segreto di Pulcinella e lo conferma lui stesso: “Fusco mi ha contattato all’inizio del mercato manifestando la voglia di portarmi al Bologna: mi sono sentito coinvolto e gli ho dato la mia parola, avrei aspettato anche l’ultimo giorno di mercato”. Come effettivamente è stato, costringendolo però così a svolgere la preparazione per conto suo durante l’intera estate: “Mi sono allenato ogni giorno, spero di non essere troppo indietro rispetto agli altri ma sicuramente non sono al meglio”. Detto della sua situazione attuale, vediamo di conoscere meglio il ragazzo. Sguardo sicuro di sé, Daniel Bessa nasce a San Paolo nel 1993 e arriva in Italia a quindici anni: “L’Inter mi ha scovato in un torneo Under15 e mi ha proposto il trasferimento, così sono venuto a Milano con mia mamma e ci sono rimasto cinque anni. Ho studiato ragioneria”, precisa, anche se ovviamente i nerazzurri erano interessati più alle sue qualità calcistiche che non di calcolo. Su tutti, Andrea Stramaccioni, suo allenatore per nove mesi alla Primavera dell’Inter: “Abbiamo vinto le NextGen Series a marzo 2012, è un grande allenatore. È passato subito alla Prima squadra (esattamente il giorno dopo quella vittoria ndr) e purtroppo a causa di un infortunio ho perso l’occasione di seguirlo”. Parla della rottura del legamento crociato, che ne ha influenzato negativamente le prestazioni anche la stagione successiva: “È un anno e mezzo che cerco di fare bene e non ci sono riuscito, però gli ultimi sei mesi allo Sparta Rotterdam mi hanno dato la carica per dimostrare tra i professionisti quello che ho dimostrato nelle giovanili”. Dopo la Primavera nerazzurra, infatti, ha avuto delle esperienze negative al Vicenza e all’Olhanense, ed è qui a Bologna che vuole rilanciarsi.
Bessa si presenta: "A Bologna per dimostrare quello che valgo: contate su di me"
Si ispira a Iniesta e Pirlo, e questo dovrebbe dare un’indicazione sul suo ruolo, tuttavia la spiegazione è più complessa: “Ho sempre giocato più in avanti, sulla trequarti o come seconda punta, tuttavia in Olanda ho fatto la mezzala e il play davanti alla difesa. Sono a disposizione del mister, mi trovo bene ovunque”. Da questa totale manifestazione di disponibilità si capisce la voglia che il ragazzo ha di rilanciarsi, di mettersi alla prova, e queste altre sue parole lo confermano: “Voglio essere un valore aggiunto, voglio che i compagni contino su di me”. Compagni che ha visto all’opera contro il Perugia, e la sua impressione è stata questa: “Al Curi il Bologna non ha fatto male e secondo me la squadra è costruita bene, un mix tra giovani ed esperti. Ci sono tanti giocatori nuovi però, servirà un po’ di tempo”. Il mister intanto lo ha incrociato ieri, giorno delle visite: “Mi ha detto di essere carico per oggi”. È carico, glielo si legge in faccia: se basterà questo lo deciderà il campo.
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