Tutto Bologna Web Primo Piano Ballardini lancia l'appello: "Abbiamo bisogno dei nostri tifosi"

Ballardini lancia l'appello: "Abbiamo bisogno dei nostri tifosi"

Luca Lollini

Prima vera conferenza stampa prepartita da allenatore del Bologna per Davide Ballardini, in vista dell’impegnativa anziché no sfida di domani contro il Napoli. Il pareggio all’esordio ha accontentato la squadra, ma come sappiamo non i tifosi, che a fine gara hanno espresso tutto il loro disappunto. Un atteggiamento che non ha fatto piacere né ai giocatori, né al mister stesso: “Sono stato molto dispiaciuto – confessa Ballardini – perché noi abbiamo bisogno del sostegno dei nostri tifosi. Chi ama troppo i colori di una squadra a volte sbaglia, perché sabato scorso il Bologna ha dato tutto quello che poteva”. Un concetto sottolineato anche dai giocatori in settimana, ma evidentemente questo tutto non è bastato (oppure ai tifosi è sembrato diversamente). Però Ballardini rinnova il pensiero: “Deve essere chiaro a tutti che l’impegno e la voglia di fare del proprio meglio non mancheranno mai, e tutto quello che possiamo dare ai tifosi lo diamo: siamo un tutt’uno con loro, perché di loro non possiamo fare a meno”. Secondo l’allenatore, il modo per trasformare i fischi in applausi è uno solo: “Con le prestazioni e i risultati. Le prestazioni dovranno sempre essere confortanti per la voglia di fare che ci mettiamo, per l’agonismo”.

Con oggi si conclude la prima vera settimana di lavoro a Casteldebole di Ballardini e del suo staff, e arriva una conferma di quanto dichiarato nella conferenza stampa di presentazione: “Le prime sensazioni sono state confermate: c’è disponibilità e serietà, lavoriamo bene e siamo contenti. La base – sottolinea – è buona”. Valutazioni positive quindi, sia a livello fisico sia a livello mentale: “In situazioni di classifica simili è normale essere un po’ contratti, ma ho trovato valori importanti anche a livello di testa. E fisicamente i ragazzi stanno bene”. Più di una volta il mister durante gli allenamenti si sofferma a parlare a tu per tu con un giocatore. Un modo per farsi conoscere meglio, spiega, ma per queste cose non c’è un manuale: “Dipende dalle situazioni, non esistono regole: è una questione di arte e di metodo”.

Domani, in casa del Bologna terzultimo, arriverà il Napoli terzo in classifica. Per continuare con la serie del tre, all’andata tre furono i gol presi al San Paolo dal Bologna (“L’abbiamo riguardata” dice Ballardini) in una gara senza appello: “Dovremo fare quello che è nelle nostre corde, essere una squadra. Serviranno – enumera – attenzione, corsa e tanta fame. Soprattutto le motivazioni dovranno essere altissime”. Loro, lo sappiamo, sono una squadra fortissima, ma Ballardini usa un altro aggettivo: “Sono la squadra italiana più europea che c’è – spiega – cioè dalla metà campo in su hanno tanti giocatori offensivi, e sostengono l’azione d’attacco con sette od otto uomini”. Diamanti è recuperato, e Sorensen sarà convocato nonostante senta ancora qualche fastidio. Un altro rientro importante sarà quello di Diego Perez (“Gioca” ammette il mister), poiché tra i partenopei dovrebbe tornare dal primo minuto Marek Hamsik: “Non ci voleva perché è un grande giocatore, ma anche senza di lui qualcosa di buono hanno fatto” ironizza il tecnico. Sarà soprattutto, è inutile nasconderlo, una gara difensiva per i rossoblù. E resistere agli assalti di uno degli attacchi migliori d’Europa sarà un impegno complicato: “Non dovremo lasciare loro degli uno contro uno, ci vorranno tanti movimenti di copertura e raddoppi. E anche quando saremo in fase d’attacco – ammonisce – dovremo fare attenzione ai loro uomini che rimarranno sopra la linea del pallone”. Cambi di modulo non ne sono previsti, anche se per la fase offensiva Ballardini si aspetta un atteggiamento più propositivo: “Le mezzali e gli esterni devono accompagnare di più i centravanti, il che non significa essere spregiudicati, ma che bisogna attaccare in cinque o sei. I principi fondamentali sono che bisogna interpretare sia la fase offensiva sia la fase difensiva come squadra”. In attacco confermato Bianchi, con Acquafresca ancora in panchina: “Bianchi ha disputato un’ottima partita contro la Lazio e sono contento che sia con noi. Robert mi piace molto, si sta allenando con un dito rotto ma ha comunque il fuoco vivo dentro”.

Questi due nomi sono al centro di molte voci di mercato, un mercato che finora non ha portato ad alcun movimento in entrata: “Ma in linea di massima l’organico sarà questo – chiarisce il mister – potrebbe succedere qualcosa però non ci saranno stravolgimenti. E i giornali in questo periodo li leggo poco…”. La classifica, tuttavia, la legge, e recita ciò che conosciamo tutti: “Le squadre che lottano per la salvezza sono quelle da ventuno punti in giù – afferma – per cui sono almeno sette od otto”. Ma se qualcosa non sarà fatto, il rischio di veder andare in fuga le concorrenti è altissimo. Lo sappiamo noi, lo sanno loro. Vero?