Giovedì di vigilia per il Bologna, che domani sera affronterà il Milan a San Siro. Dopo la settimana delirante dell’addio di Diamanti, i rossoblù hanno avuto quattro giorni di diverso tenore a seguito della vittoria a Torino. Ballardini, comunque, ricorda giustamente a tutti di volare molto bassi: “Siamo soddisfatti per domenica ma non abbiamo ancora fatto nulla, la strada resta lunga”. Le sensazioni però sono positive: “Tutti i giorni noto coesione, disponibilità e serietà, e questo ci dà gioia perché lavoriamo bene. E – aggiunge – ti dà la convinzione che tu possa fare un buon lavoro anche alla domenica”. Questa non è certamente la miglior stagione del Milan, e lo dimostrano i soli otto punti di vantaggio che hanno sul Bologna. Sottovalutarli, tuttavia, sarebbe una scelta suicida: “Loro sono talmente forti che basta un niente per cambiare l’equilibrio della partita, non esiste che andiamo a San Siro pensando che siano in crisi. È vero – concede – in campionato sono in difficoltà, ma sono anche l’unica italiana a essere passata agli ottavi di Champions”. Già, si anticipa al venerdì perché la settimana prossima i rossoneri avranno l’andata di Champions League contro l’Atletico Madrid. Ma se qualcuno pensa che questo si traduca in un vantaggio per il Bologna, Ballardini lo smonta subito: “Il vantaggio ce l’avrà la squadra che li affronterà dopo la partita di coppa, non noi”. Per il mister sarà una gara particolare, perché forse non tutti sanno che a fine anni Novanta era responsabile del settore giovanile del Diavolo: “L’ho fatto per tre stagioni, allenavo anche gli Allievi. Ricordo che con Baresi una sera andammo ad Highbury per vedere Niccolò Galli, che poi l’anno dopo sarebbe venuto qui al Bologna”. Sulla panchina avversaria ora c’è Clarence Seedorf, sul quale però preferisce non esprimersi: “Come allenatore non lo conosco, però è stato un grandissimo giocatore: l’Ajax di Van Gaal era eccitante da guardare”. Nonostante i risultati non brillantissimi, l’olandese qualche idea tattica l’ha già portata in casa Milan: “Non ti permettono di giocare molto, sono aggressivi fin da subito. Sì non lasciano molti giocatori dietro la linea della palla, ma hanno una padronanza del pallone tale che è difficile restino in disequilibrio”.
Ballardini: "La strada è ancora lunga. Il Milan? E' fortissimo"
Con Bianchi, Cristaldo e Natali che hanno recuperato dai rispettivi acciacchi, domani Ballardini potrà contare su tutti gli effettivi tranne Pazienza e Acquafresca. Rispetto a Torino, quasi un problema di abbondanza: “Non è mai un problema, il problema semmai è il caso opposto”. Qualche giorno in più di lavoro anche per i nuovi arrivati Friberg e Ibson, giorni importanti sia per loro sia per il mister: “Vanno sempre meglio, li sto imparando a conoscere. La sensazione è che stiano bene insieme ai compagni”. Poi, andando nello specifico: “Friberg è un classico centrale per un centrocampo a quattro. È molto intelligente e abbastanza bravo con la palla. Ibson col pallone ha più marce, vede la giocata che non tutti vedono. Per quel che sappiamo è un giocatore offensivo, ma – puntualizza – con i brasiliani non è detto: Simplicio era bravissimo come trequartista, come mezzala e come regista”. Domani probabilmente non saranno titolari, ma nel caso in cui entrassero i comandamenti del Balla varrebbero pure per loro: “Voglio compattezza, disponibilità e gioco. Dovremo condizionare prima gli avversari, ma questo varrà fino alla fine del campionato”. Davanti sarà confermata la coppia Bianchi-Cristaldo che tanto male ha fatto al Torino: “Si integrano bene, ma non è detto che vadano avanti loro fino a maggio. Dietro – specifica – c’è un giocatore come Acquafresca che qui a Bologna non ha quasi mai giocato, però che è quello che ha segnato più di tutti in Serie A: spero avrà la possibilità di dimostrare il suo valore”. Se il Bologna avrà questi due uomini in attacco, il Milan si affiderà sicuramente a Mario Balotelli: “Mi piacerebbe allenarlo – confessa Ballardini. E mi piacerebbe anche allenare da inizio stagione, ma…” scherza. Chissà che la prossima non sia la volta buona: in fondo vorrebbe dire che le cose sono andate bene.
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