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Ballardini: "Diamanti? Pensiamo al futuro"

Luca Lollini

Alla vigilia di Bologna-Torino il mister cerca di andare oltre la cessione del capitano, togliendosi però qualche sassolino dalla scarpa

Si avvia alla conclusione una delle settimane più folli della storia recente del Bologna, iniziata con la conferenza stampa del presidente Guaraldi e proseguita con la cessione del capitano nonché miglior giocatore della squadra a mercato chiuso. In mezzo a questo delirio, Davide Ballardini ha dovuto preparare la complicatissima sfida contro il Torino di domani, ma è normale che nella conferenza stampa della vigilia i fatti di cui sopra facciano da padroni: “A me di Diamanti adesso interessa il giusto – chiarisce subito il mister – abbiamo altri pensieri. Sono felice di averlo conosciuto perché è una persona piacevole e intelligente, ma da qui in avanti pensiamo al futuro”. La sua partenza, però, crea una voragine tecnico-tattica impossibile da colmare, e questo è innegabile: “Diamanti è un giocatore offensivo, molto bravo dalla metà campo in su. Abbiamo attaccanti con altre qualità, vediamo di mettere i giocatori al loro posto per farli rendere al meglio”. Il mister quindi non si scompone, naturalmente, e non fa drammi per la partenza del numero ventitre. Anzi, cita una frase di Winston Churchill: “Sapete qual è la differenza fra una persona negativa e una positiva? La persona positiva nelle difficoltà vede un’opportunità, quelle negativa nell’opportunità vede una difficoltà”. Subito dopo, tuttavia, si toglie il primo sassolino dalla scarpa e lo appoggia sul tavolo della dirigenza: “Certo, fosse stato venduto a gennaio e non a febbraio forse si poteva fare qualcosa in entrata”. Già perché è la prima volta nella storia della Serie A che un capitano venga ceduto a mercato chiuso: “Qualcosa mi è capitato anche al Cagliari e alla Lazio. Però – afferma – non ce ne frega niente, perché a noi interessa lavorare qua con la convinzione di poter superare le difficoltà che ci sono”. Difficoltà che, almeno per ora, non mettono la situazione del Bologna alla pari con il Cagliari e il Genoa salvati dal mister gli anni scorsi: due salvezze miracolose, per sua stessa definizione il giorno della presentazione: “Era una bella impresa prima e lo è ora. È la squadra del Bologna che deve raggiungere l’obiettivo, e sottolineo ‘la squadra’”.

Chiuso (più o meno) il capitolo Diamanti, domani il Bologna salirà a Torino. La fascia di capitano sarà sul braccio del Ruso Diego Perez, una scelta presa dal gruppo: “La decisione viene dallo spogliatoio, Diego è la persona giusta”. Ci sarà anche Ibson, rientrato rapidamente dal Brasile dopo aver ottenuto il permesso di lavoro, ma per vederlo titolare è ancora presto: “Ha dormito tutto ieri e stamattina si allena. Può fare la mezzala nel centrocampo a cinque oppure il trequartista” spiega Ballardini, che poi descrive anche Friberg, visto già per tutta questa settimana: “È un regista che può fare anche la mezzala: ha senso del gioco e intelligenza tattica”. Interpellato sul mercato fatto a gennaio, però, l’allenatore si toglie un altro sassolino, sempre col sorriso sulle labbra: “Avevo chiesto due centrocampisti dando alcune indicazioni, ne sono arrivati altri. Ibson l’ho visto in cassetta all’ultimo secondo”, mentre dello svedese già sappiamo che non aveva idea di chi fosse. Frecciatine che tanto “ine” non sono, quindi, per far trasparire lo scarso gradimento nei confronti delle operazioni fatte. Un'operazione fatta in estate invece è quella che ha portato a Bologna Cristaldo, mai utilizzato da Ballardini ma che domani, anche a causa delle tante assenze, dovrebbe avere una chance da titolare: “Quando è arrivato era in sovrappeso, ora sta sempre meglio: lavora molto ed è più brillante. È un giocatore sul quale poniamo molta fiducia, ma – puntualizza – non può fare la prima punta”. Probabile utilizzo del 3412 con Christodoulopoulos come trequartista, tuttavia il mister ci tiene a precisare una cosa: “Il modulo varia in base ai giocatori che abbiamo, domani giocheremo in un modo ma non è detto che sarà sempre così. A me – confessa – piace avere giocatori bravi nel fraseggio, anche perché voglio che le partite siano piacevoli per chi guarda”.

Quella di domani sarà la prima gara di un ciclo terribile, a cui seguiranno Milan, Roma e Verona. Si deciderà qui la stagione del Bologna? Ballardini non è di questa opinione: “Sono partite molto importanti nelle quali bisognerà fare bene, ma poi ce ne saranno anche altre: dobbiamo fare in modo che tutte siano importanti”. Soprattutto perché la speranza è di coinvolgere anche altre squadre nella lotta per la salvezza: “Vogliamo tirare dentro anche quelle che sono a 5/6 lunghezze da noi, e per farlo servono punti”. Per fare punti domani a Torino bisogna fermare prima di tutto Cerci e Immobile: “Sono micidiali, se trovano spazio tutta la squadra si esalta. Se riusciamo a stare stretti, corti e prenderli subito – riflette – possiamo limitare il danno”.

La conferenza, infine, si è svolta prima dell’allenamento, al quale era annunciata la presenza dei tifosi per sostenere la squadra: “Il legame tra la squadra e chi ci supporta è fondamentale” non ha dubbi Ballardini.

Sono venuti in millecinquecento, alle dieci di un sabato mattina per caricare una squadra sull’orlo della retrocessione: Bologna, è ora di contraccambiare.