Tutto Bologna Web Primo Piano Ballardini avvisa: "A fine gara dovrà scoppiarci il cuore"

Ballardini avvisa: "A fine gara dovrà scoppiarci il cuore"

Luca Lollini

C’è tensione nell’aria a Casteldebole, per forza c’è, e la conferenza stampa pre Bologna-Atalanta di Ballardini non fa che confermarlo. Venti minuti senza mai togliere gli occhiali da sole e con la mascella sempre tesa, con risposte telegrafiche. La prima domanda è sulla partita di mercoledì: “È stata bruttissima, ma è il passato. Pensiamo a domani che sarà un’altra gara difficilissima”. Il match col Chievo è stato caratterizzato da una serie di errori, sia della squadra sia suoi: “Io sono il primo responsabile – ammette – ma gli sbagli li fa chiunque lavori. Domani cerchiamo di farne meglio”. Ma, secondo lui, che errori ha commesso? “Scelte sbagliate e poca tutela della squadra”. E i giocatori? “A fine gara devono avere il cuore che scoppia”. Mentre l’unico cuore che sta per scoppiare, per la disperazione, è quello dei tifosi: “Hanno ragione a essere dispiaciuti, meritano di più”. Tifosi che hanno incontrato la squadra alle 15:45, prima dell’allenamento, così come ieri Guaraldi aveva tenuto a rapporto Ballardini e i giocatori: “Era molto dispiaciuto per la brutta partita, ma questo è il minimo”. Le ultime scelte della società, non gradite dallo staff, non hanno però inciso sulle prestazioni del Bologna: “Io sono molto più snello nel pensiero: contro Livorno, Cagliari e Chievo abbiamo fatto tre brutte partite. Che però – sottolinea – almeno hanno portato tre punti”.

Questo, quindi, è il passato. Domani invece ci sarà un incontro vitale per i rossoblù, che ospiteranno l’Atalanta. Bisogna cambiare rotta, e fin qui ci siamo, tuttavia è la via per farlo che è nebulosa: “Dobbiamo fare meglio come squadra, dobbiamo giocare diversamente sia in difesa sia in attacco”. Alcuni singoli sono stati largamente insufficienti, ma il mister questa volta non incolpa nessuno in particolare: “Potete parlare di Bianchi, Acquafresca, Laxalt e Sorensen, ma la responsabilità è di tutti”. L’uruguaiano e il danese sono stati scongelati dopo un lungo periodo di panchina, sperando potessero dare alla formazione qualcosa di più: “Ma è la squadra che deve fare il salto di qualità, non il singolo. Noi prima avevamo Diamanti, un grandissimo giocatore, ma anche lui aveva bisogno del supporto di tutti”. Per il finale di campionato, quindi, nessun taglio e fiducia a tutta la rosa: “Certo, io credo in questo gruppo: se oggi la posizione di classifica non è ancora terribile, il merito è anche della serietà dei ragazzi”. I bergamaschi hanno infilato cinque vittorie consecutive, e le voci che li vorrebbero già appagati non entrano nemmeno nella testa dell’allenatore: “È un’idea sbagliata: sono una squadra seria che verrà qua per fare risultato”. Su come affrontare la gara, Ballardini ribadisce il concetto espresso poco prima: “Bisogna giocare meglio con le capacità che abbiamo. Dovremo essere più squadra, ed esaltare le caratteristiche dei singoli”. Capacità che si erano anche viste nel mese di febbraio, durante il quale i rossoblù avevano sfoderato alcune buone prestazioni. Cosa sia successo dopo se lo chiedono un po’ tutti: “Dopo il mercoledì delle Nazionali, in sei o sette erano affaticati. Ma poi – scendendo a livello tecnico – abbiamo cercato di fare un calcio più offensivo, sbagliando”. Se questo comporterà un passo indietro, però, il tecnico non lo dice: “Non lo so” dice schivando la domanda.

Un dato storico positivo a cui aggrapparsi è che l’anno scorso, a questa giornata, il Genoa di Ballardini aveva gli stessi punti del Bologna, e poi è riuscito a salvarsi: “L’andamento fu molto simile a quello di quest’anno” conferma il ravennate”. E la classifica attuale è molto meglio di quanto sta esprimendo la squadra: “Ma dovremo giocare meglio, costruire qualcosa di diverso”. Sembra quasi una formula magica. Perché quando le hai provate tutte, in effetti, non resta che aggrapparti a questo.