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Alla ricerca dell'assetto di centrocampo

Redazione TuttoBolognaWeb

A Udine Pioli ha schierato un centrocampo a tre formato da Kone, Della Rocca e Pazienza, senza poter contare su Krhin, infortunato, con Diego Perez non ancora in condizione e Laxalt da inserire con cautela per valutarlo e non "bruciarlo" come si fa solitamente coi giovani. Quello che è certo al di la della prestazione della mediana rossoblù, è che Pioli ha più volte sottolineato di come sia importante che la squadra giri con intensità e che il centrocampo sia pronto ad impostare le azioni offensive. Infine, a partire dagli attaccanti, il mister vuole che ci sia un grosso aiuto nella fase difensiva e in transizione, dove tutti devono fare la loro parte per garantire la copertura necessaria. Ciò che si evince è che il centrocampo rossoblù in campo ad Udine è parso ancora in fase d'assestamento e non con quel piglio richiesto da Pioli con Pazienza preferito a Perez per ragioni di forma fisica, Kone dirottato mezzala dopo la buona prova con la Sampdoria e Della Rocca in cabina di regia. Dall'ingresso di Perez per Della Rocca, il Bologna ha acquisito maggior sicurezza e l'azione è stata gestita con maggior calma, il che è indicativo di quanto Perez sia funzionale al gioco sia come presenza in campo, sia come quantità e riferimento. Inoltre i tre di centrocampo sono stati tutti e tre ammoniti, giustamente, segno che per fermare l'avversario, hanno dovuto impiegare la maniere forti. Senza dubbio ci sta che si possa ricorrere ad interventi più rudi, spesso quando si va in difficoltà o si deve fermare qualcuno a tutti i costi. Ciò detto, vien da sé che questo Bologna non fa il filtro che dovrebbe e deve perciò ripiegare come può per fermare l'avversario: il fatto è che le ammonizioni si sommano e pesano, alla lunga. Sia chiaro, non che Perez sia uno stinco di santo in termini di rudezza ma certamente è molto più capace degli altri di gestire il reparto sotto pressione e come coordinamento della zona. Probabilmente un centrocampo con Perez, Della Rocca e Kone potrebbe rappresentare la soluzione migliore per la mediana felsinea, perché coniugherebbe dinamismo, geometria, corsa e grinta, una volta rodato a dovere. Nel frattempo la speranza è che Pazienza cresca ulteriormente, Krhin faccia il tanto agognato salto di qualità dando una svolta alla sua carriera da eterna promessa e Laxalt si dimostri utile alla causa come ha lasciato intravedere in allenamento. C'è bisogno di tutti gli uomini pensati per il centrocampo, per questo è importante che chi non è ancora al meglio o deve maturare lo faccia quanto prima, perché il numero dei giocatori in quel ruolo è tutt'altro che ampio.