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Abodi aspetta il Bologna in Serie B

Redazione TuttoBolognaWeb

I problemi che in questo periodo affliggono il Bologna sono sicuramente numerosi e quasi tutti di difficile soluzione. Evidentemente il club rossoblù ha un bisogno urgente e vitale di liquidità per poter far fronte alle scadenze previste dalle norme dello Stato Italiano e della Lega Calcio: oggi ad esempio scade il termine previsto per il pagamento ritardato dell'Irpef di fine maggio ed i soldi ancora non ci sono. Senza un apporto di denaro è impossibile pensare di dare un futuro immediato alla programmazione stagionale nè tantomeno continuità all'attività aziendale. È altrettanto chiaro che però ci sia una necessità impellente anche di sistemare la situazione patrimoniale di un club che in meno di un anno ha dimezzato due volte il proprio capitale sociale ed i cui sindaci revisori sono ormai fortemente tentati dall'idea di portare i libri in Tribunale per avviare le procedure di fallimento: si tratta di un atto dovuto anche per tutelare la loro professionalità e che non può essere differito oltre un certo limite ormai vicinissimo ovvero il 30 giugno. Il problema forse più grave è però la mancanza di credibilità del Bologna e del suo presidente Albano Guaraldi non solo presso i tifosi rossoblù ma soprattutto nei confronti di rappresentanti di altri club, operatori di mercato, addetti ai lavori, enti di credito e possibili nuovi investitori. Dopo poco più di tre anni di gestione nessuno è più in grado di dare credito all'azionista di maggioranza emiliano tanto in senso economico quanto in senso figurato. Come detto, allora i soci di minoranza si stanno muovendo per sostituirsi a Guaraldi presso possibili finanziatori che concedano linee di credito in grado di far rispettare le scadenza più urgenti che costerebbero punti di penalizzazione e - da ultimo - la mancata iscrizione alla Serie B. C'è però un ulteriore scenario che merita grande attenzione e che potrebbe risultare decisivo: l'ambizione del presidente della Lega cadetta Andrea Abodi. Dal settembre del 2010 infatti egli ha preso a cuore lo sviluppo del marchio "Serie B" cercando di dare dignità e visibilità anche alla seconda categoria del calcio italiano improntando la sua presidenza su un deciso carattere manageriale. Abodi crede fortemente nello sviluppo della Serie B come campionato autonomo rispetto alla Serie A, puntando su alcune caratteristiche distintive come l'impiego di calciatori giovani e la limitazione dei costi di gestione in modo da renderli sostenibili anche in assenza dei grandi introiti dei diritti tv riservati alla prima categoria. Una Serie B con il Bologna quindi oggi aiuterebbe moltissimo la crescita del campionato stesso che potrebbe fregiarsi della presenza di un club storico e plurititolato del panorama nazionale ed internazionale in grado di garantire anche ottime cornici di pubblico. Inoltre la possibile presenza sulla panchina rossoblù di Zeman è un ulteriore punto a favore di una squadra che potrebbe rappresentare il modello ideale di Abodi per quanto concerne il lancio nel grande calcio di giovani atleti da portare sia in Nazionale Under 21 sia all'estero nelle sessioni future di mercato. Ecco perchè allora la Lega Serie B potrebbe essere in questo momento un alleato fondamentale per consentire al Bologna di guadagnare ulteriore tempo utile a risolvere i propri problemi economici e quindi di iscriversi in qualche modo al campionato.