Rispettando l'ordine della classifica e dei valori in campo non è un dramma che il Bologna sia tornato da Catania con una sconfitta sulle spalle. A maggior ragione visto lo stato di forma degli uomini di Maran che hanno aggredito con decisione il portatore di palla soprattutto nel primo tempo. Il problema è che quella in terra siciliana è stata la tredicesima sconfitta del campionato degli emiliani ma soprattutto la decima in trasferta. Lontano dal Dall'Ara in pratica il Bologna non ha mezze misure: o vince (poco) o perde (spesso). Tra le regole non scritte del calcio ce n'è una che dice che la squadra di casa spesso scende in campo maggiormente determinata e, forte anche del sostegno del proprio pubblico, riesce ad esprimere al meglio il suo potenziale. Ne sappiamo qualcosa anche noi tifosi rossoblu che abbiamo ammirato in questi mesi le goleade rifilate a Palermo, Catania e Chievo. Il grosso limite degli uomini di Pioli è però non riuscire a mettere in campo neanche un briciolo di quella personalità quando si trovano a calcare il terreno di gioco degli avversari. Parafrasando una maestra che incontri una madre di un suo allievo potremmo dire che il bambino ha le potenzialità ma non si impegna abbastanza. La dimostrazione arriva guardando i risultati delle sconfitte patite in trasferta dal Bologna: su dieci ben otto sono arrivate con un solo gol di scarto. Tolte quelle preventivate e accettabili contro Juventus e Milan per 2-1, ne rimangono sei in cui i rossoblu sono stati regolati con il vantaggio minimo. Siena, Fiorentina, Cagliari, Torino, Sampdoria e Catania hanno infatti ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo sconfiggendo i rossoblu con un semplice 1-0. Questi risultati sono troppi per essere considerati una semplice casualità a maggior ragione se andiamo a ripercorrere le singole prestazioni degli uomini di Pioli. Nella maggior parte dei casi infatti i felsinei hanno subito quasi passivamente la sconfitta senza riuscire ad imbastire una reazione o almeno senza creare vere e proprie occasioni da rete. A Catania gli unici tiri nello specchio della porta sono stati quelli di Diamanti da metà campo e quello di Gabbiadini nella ripresa mandato in angolo da Andujar: davvero troppo poco per pensare di poter agguantare un pareggio. Detto questo non fasciamoci la testa perchè i numeri nel calcio contano ma ci dicono anche di non perdere le speranze per il futuro. Cinque delle famose sei sconfitte esterne per 1-0 infatti risalgono al girone di andata e ancor più precisamente ai mesi di ottobre e novembre. Da allora il Bologna è stato capace anche di ribaltare partite incredibili come quelle di Napoli e solo domenica scorsa a Catania è ricaduto di nuovo nell'errore fatale. Tocca a Pioli ora sfruttare il doppio impegno casalingo contro Fiorentina e Cagliari per rialzare la testa ed evitare che la sconfitta siciliana apra un pericolosissimo ciclo negativo.
È sempre timido il Bologna da trasferta
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