Secondo pareggio consecutivo per un Bologna che lotta con le unghie e con i denti per non cedere agli arrembaggi convinti ma non convincenti di un Parma troppo Cassanocentrico. Il gol con cui il fantasista pareggia i conti è da antologia ma se il barese non gira al meglio per i gialloblù diventa davvero difficile accendere la luce su una squadra praticamente priva di riserve. Dall'altra parte invece si è visto per la seconda volta in stagione un Bologna che senza Diamanti si responsabilizza e trova una rapidità inedita nella circolazione di palla. L'avversario decisamente più tonico rispetto al Cagliari ha impedito di replicare il colpo da tre punti fatto in terra sarda, ma le indicazioni positive a livello di collettivo e mentalità appaiono davvero innegabili. Inutile riaprire oggi la questione se il Bologna possa o addirittura debba fare a meno di Diamanti: il dato è che Pioli ha a disposizione un collettivo che in fin dei conti non è più scarso di altri in Serie A e che non deve dipendere solo ed esclusivamente dalle lune di un giocatore. In fin dei conti si tratta di una buona notizia anche per il numero 23 rossoblù che si vede parzialmente sgravato dal pesante onere di salvatore della patria. Ieri pomeriggio il Bologna non ha aggredito il Parma, ma ha avuto la forza di non farsi schiacciare mai nella propria metà campo almeno fino all'espulsione ingenerosa ma ingenua di Sorensen da parte di un arbitro che non ha mai avuto davvero la partita in mano dimostrando quanto l'inesperienza possa costare cara. E anche in inferiorità numerica i rossoblù sono apparsi sicuramente in difficoltà ma mai veramente sul punto di capitolare come invece era sembrato nel finale di gara contro l'Inter. Ci sono alcuni punti importanti da cui costruire la prossima importantissima settimana che vanno oltre a quello aggiunto ad una classifica che si mantiene cortissima. C'è un Kone capocannoniere che non potrà più tornare al ruolo sacrificato di mezzala ma che ha dimostrato anche uno spirito di sacrificio encomiabile in fase di copertura e che oggi più che mai deve essere considerato un leader di questo Bologna. C'è un Bianchi che ha ricordato quel Gilardino tanto amato con un lavoro importante contro due centrali arcigni come Paletta e Lucarelli servendo anche l'assist al greco con un intelligente appoggio da centravanti. C'è un Perez non solo determinato ma anche lucido seppur privo di una condizione fisica ottimale, un Morleo attento in copertura come poche altre volte soprattutto sui raddoppi ma soprattutto c'è un portiere. Gianluca Curci ha fatto il suo dovere senza interventi strepitosi ma senza mostrare neanche incertezze e dando quindi semplicemente sicurezza ad un Bologna che ne ha disperatamente bisogno. Si tratta di notizie decisamente confortanti visto che i soldi latitano e che difficilmente Zanzi porterà fenomeni durante il mercato di gennaio. L'importante è non scavarsi di nuovo la fossa con altre cessioni importanti.
A Parma ancora un pareggio: il Bologna sa soffrire
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