Mister Pioli, durante il ritiro di Andalo, è stato chiaro: tranne che per le solite 7-8 squadre, il Bologna può giocarsela con tutte le avversarie e proverà a vincere questo mini-campionato. Previsione forse un po' troppo ottimistica, almeno stando alla rosa rossoblù e ai risultati non troppo incoraggianti di questo pre-campionato. Stando comunque a quanto affermato dal nostro coach, andiamo a fare un'analisi delle singole squadre che lotteranno contro Bianchi e soci per la salvezza. In rigoroso ordine di graduatoria della passata stagione, ed escludendo l'Inter che evidentemente vale di più del nono posto, partiamo dai cugini del Parma che hanno messo a segno il colpo dell'estate per quanto riguarda le compagini medio-piccole: quell'Antonio Cassano che già fa sognare il popolo gialloblù, puntando a riproporre un tandem esplosivo con Amauri così come fu a Genova con Pazzini. Insieme a Fantantonio sono arrivati innesti d'esperienza come Felipe, Cassani e Munari, che faranno da guide per i giovani in rampa di lancio, come Sansone o il rientrante Acquah. La squadra non dovrebbe avere problemi a salvarsi, e con la continuità giusta potrebbe arrivare l'Europa. Passiamo al Cagliari di Lopez. Gli isolani non hanno toccato nulla nell'11 iniziale, confermando almeno momentaneamente i vari big Agazzi, Astori, Nainggolan e Ibarbo. Lo stesso patron Cellino ha ammesso un paio di giorni fa che solo il difensore ex Milan potrebbe partire in caso di espressa richiesta, altrimenti nisba. Tra il dire e il fare però, c'è di mezzo tutto e il contrario di tutto, e ad oggi non me la sentirei di scommettere sulla riconferma in blocco dei top-players sardi. Se la rosa resta questa, si può confermare la buona annata appena trascorsa. Qualche problema in più potrebbe averlo invece il Chievo, che ha cambiato allenatore (Sannino) e ha perso elementi importanti come Andreolli, Acerbi e Luciano. Sono arrivati alcuni giovani (segnatevi il nome di Improta) e sono rimasti Thereau e Paloschi, ma serve altro per dare seguito alla favola clivense.
Troviamo poi la Samp, che ha chiuso il campionato scorso appena dietro al Bologna e che dalle Due Torri ha portato via Manolo Gabbiadini, già in palla e in sintonia coi compagni nelle prime uscite stagionali. L'attacco forse resta un po' leggerino, con Manolo e Pozzi a sostituire Icardi e Maxi Lopez, ma sicuramente quella vecchia volpe di Delio Rossi saprà trarre il meglio dal gruppo a disposizione. Spazio ora all'Atalanta, che ha anch'essa aggiunto esperienza a un gruppo coeso tramite gli innesti di Yepes e Migliaccio. Se i vari Denis, Cigarini e Bonaventura non partono, potrebbero non servire innesti ulteriori. Di tutt'altro avviso il Torino, che ha stravolto la squadra con ben 8 acquisti di rilievo, il giusto mix di giovani (Immobile, Bellomo, El Kaddouri, Larrondo) e meno giovani (Bovo, Moretti, Farnerud e il portiere Padelli, destinato però a fare il secondo di uno tra Sorrentino e Pegolo). Cairo non sembra intenzionato a fermarsi, e la piazza granata può ambire a qualcosa di più importante del sedicesimo posto conseguito nella stagione 2012/13. Infine il Genoa, con la sua solita rivoluzione di schemi e uomini. Spazio alla linea verde, a partire dalla panchina dove siede l'esordiente Liverani, per passare ai vari Perin, Strasser, Cofie e via dicendo, coadiuvati da gente come Lodi, Santana e l'indimenticato Gilardino. Non è detto che il processo di mutamento sia terminato, resta il fatto che il Grifone sarà la solita mina vagante, punto interrogativo del nostro campionato.
Capitolo neopromosse: quando mancano circa 20 giorni alla chiusura delle trattative, e due settimane all'inizio del campionato, le 3 nuove arrivate partono un pelo dietro alle altre. Il Verona probabilmente è l'unica che si è mossa tanto e bene, con gli ingaggi di Mihaylov, Cirigliano,Toni e Jankovic. Manca però qualcosina in difesa e in mediana, specie se dovesse partire Jorginho. Per quanto concerne Livorno e Sassuolo, la musica è la stessa: molti giovani, alcuni davvero interessanti, senza però un preciso progetto tecnico-tattico. E continuando così, si rischia subito di tornare all'inferno.
A prescindere da queste valutazioni, pur sempre esitve e poco indicative, l'imperativo per il Bologna è concentrarsi sui propri mezzi per provare a salvarsi con tranquillità magari migliorando il piazzamento dello scorso anno e facendo crescere alcuni dei giovani rossoblù. Ai tifosi felsinei andrebbe già bene così.
A due settimane dallo "start", analizziamo le situazioni delle avversarie per la salvezza
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