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Virtus Bologna: tra trattative e una bacheca da record

Redazione TuttoBolognaWeb
La Virtus Bologna fra record e storia

Quando si vuole parlare del basket bolognese, il nome della VirtusPallacanestroBologna non può che saltare subito alla mente, essendo questa squadra un riferimento indelebile e affascinante dello sport italiano. Un club capace di dominare per decenni il basket europeo, di costruire squadre entrate nella leggenda e di sfornare campioni che hanno lasciato il segno anche oltre i confini nazionali.

Insomma, una storia secolare di titoli, rivalità e momenti indimenticabili, che ancora oggi alimentano la passione di una città che ha fatto del basket la propria seconda religione. Proviamo a condividere insieme qualche curiosità!

Le trattative e il mercato delle Vu Nere

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Sul fronte delle trattative giocatori basket, la VirtusBologna ha vissuto negli ultimi anni una progressiva crescita degli investimenti, in linea con le ambizioni europee del club. L'ingaggio di CarsenEdwards per la stagione 2025-26, con un contratto da 1,5 milioni di euro è il contratto più ricco nella storia recente del club, segnalando l'evoluzione finanziaria delle Vu Nere rispetto ai decenni passati.

Una curiosità interessante riguarda la struttura stessa degli ingaggi nel basket europeo, ben diversa dal calcio: Edwards, stella dell'ultima Eurolega con una media di 20,4 punti a partita, si era svincolato dal Bayern Monaco e ha scelto Bologna nonostante l'interesse dell'Olimpia Milano, dimostrando come il progetto sportivo della Virtus sia oggi capace di attrarre i migliori giocatori del continente.


Una storia nata nel 1927

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Per individuare l'embrione delle V nere bisogna scavare fino al 1871, quando nasceva la Società Sezionale di Ginnastica a Bologna, una polisportiva che nel corso degli anni promosse moltissimi sport tra cui la pallacanestro. Il primo quintetto delle Vu Nere risale al 1927.

La Virtus è uno dei club più titolati d'Italia, con nel proprio palmares diciassette scudetti, otto Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane e sei titoli internazionali. Un bottino straordinario, costruito pezzo per pezzo nel corso di quasi un secolo di storia. Il primo scudetto arrivò nella stagione 1945-46, e fu l'inizio di un ciclo irripetibile: le Vu Nere conquistarono quattro titoli italiani consecutivi dal 1946 al 1949, una striscia di dominio assoluto che rimase impressa nella memoria collettiva del basket italiano.

Il Grande Slam e il decennio d'oro

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Il capitolo più glorioso della storia virtussina coincide però con gli anni Novanta e i primi Duemila, quando la squadra bianconera raggiunse vette europee irripetibili. Nella stagione 2000-2001, nel pieno dell'epoca d'oro del basket italiano, la Virtus Bologna targata Kinder fu l'ultima squadra italiana capace di mettere in bacheca il Grande Slam, vincendo nella stessa stagione Eurolega, Scudetto e Coppa Italia.

Quella squadra era, d’altronde, un capolavoro quasi irripetibile. Del quintetto titolare facevano infatti parte nomi come Antoine Rigaudeau, Marko Jaric, Emanuel Ginobili, Alessandro Frosini e Rashard Griffith. A guidarli c'era Ettore Messina, l'allenatore italiano più vincente di sempre.

Due Eurolega e il primato europeo

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Sul palcoscenico continentale la Virtus ha scritto pagine altrettanto indimenticabili. La prima gioia europea arrivò nel 1998: l'allora Virtus Kinder Bologna riuscì a imporsi sui greci dell'AEK Atene davanti a 10.000 tifosi virtussini accorsi a Barcellona, trionfando 58-44 nel Palau Sant Jordi. Fu un momento storico, preceduto da un quarto di finale nel derby contro la Fortitudo che rimane ancora oggi tra le sfide più emozionanti della storia del basket italiano.

Ma prima ancora, nel 1990, le Vu Nere avevano già assaporato la gloria europea. La Virtus batté il Real Madrid 79-74 nella finale di Firenze, conquistando la Coppa delle Coppe, con il compianto Michael Ray Richardson protagonista assoluto con 29 punti. Un trofeo che anticipò il ciclo vincente degli anni successivi.

Bologna, la Basket City

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Naturalmente, un elemento che non può essere ignorato parlando della Virtus è il contesto in cui il club vive e respira: due volte all'anno, o anche di più nelle stagioni più fortunate, la città delle torri dimostra tutto il suo amore per lo sport dei canestri, che le è valso l'appellativo di Basket City. Il derby tra Virtus e Fortitudo è da decenni il simbolo di questa emotività, una questione di identità, di quartiere e di appartenenza. Una rivalità che ha contribuito a rendere Bologna un unicum nel panorama sportivo europeo, capace di appassionare generazioni di tifosi con la stessa intensità che altrove si riserva soltanto al calcio.