La lettera di Joey Saputo per i 110 anni del Bologna

La lettera di Joey Saputo per i 110 anni del Bologna

Pubblichiamo integralmente la lettera scritta da Joey Saputo per celebrare e festeggiare i 110 anni di storia del Bologna

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Giornata speciale in casa Bologna. Si festeggiano i 110 anni del club, una occasione che non ha visto in città il presidente Joey Saputo, fermato a Montreal dall’influenza. Ma il numero uno rossoblù ha voluto celebrare la ricorrenza con una lunga lettera apparsa sul sito ufficiale. Eccola.

Oggi è un giorno speciale: il Bologna compie 110 anni. E’ un anniversario importante che vogliamo celebrare nel migliore dei modi. Perché questi 110 anni contengono i ricordi, le emozioni, le passioni di una città intera. Di una comunità che ha scoperto più di un secolo fa la passione per questo gioco meraviglioso e per questi colori che sono diventati per i bolognesi una seconda pelle.

Le iniziative che abbiamo programmato per questo anniversario vogliono essere un viaggio nel tempo, lungo un percorso fatto di successi, nazionali e internazionali, e di grandi campioni, che negli anni hanno vestito la nostra maglia. Un viaggio, anche, nella storia del tifo, della grande passione che ci accompagna da generazioni. E dell’orgoglio che non deve mai abbandonare i nostri tifosi, soprattutto i più giovani.

Perché non dobbiamo mai dimenticare che il Bologna è uno dei club che ha fatto la storia del calcio italiano ed europeo, il quarto in Italia per titoli, il primo a vincere una coppa internazionale, il primo a battere una squadra inglese. Queste sono medaglie che il tempo non può offuscare, come non potrà mai essere offuscato lo spirito unico con cui i bolognesi vivono il calcio e la vita.

Centodieci anni fa, a pochi metri da piazza Maggiore, dove allora c’era via Spaderie, fu fondato il Bologna Football Club.

Era domenica e attorno ai tavoli della birreria Ronzani si ritrovarono tanti ragazzi che avevano in comune la passione per questo nuovo gioco. Lo praticavano ai Prati di Caprara, non troppo lontano dall’attuale stadio Dall’Ara.

Erano bolognesi, certo: penso al primo capitano Arrigo Gradi o al giovanissimo Guido Della Valle, che aveva appena 15 anni; ma non erano solo bolognesi: c’era Emil Arnstein, boemo, e c’erano gli studenti del Collegio di Spagna, primo tra tutti Antonio Bernabeu. C’era lo svizzero Louis Rauch, che fu il primo presidente.

Mi piace sottolineare oggi la vocazione internazionale che il nostro club ha avuto sin dalle sue origini. Perché Bologna è una città orgogliosa della propria identità, ma anche, da sempre, aperta al mondo, grazie alla sua millenaria tradizione universitaria.

Quel giorno ebbe inizio una storia sportiva che ha dato lustro per 110 anni alla città di Bologna. E che, ne sono certo, continuerà ancora a rendere orgogliosi i bolognesi, generazione dopo generazione.

Per questo vi dico: siate fieri del Bologna, siate fieri della nostra storia, siate fieri di voi stessi.

Forza Bologna, sempre. E buon compleanno a tutti noi!

Joey Saputo

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