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I dettagli. Il calcio sta tutto lì, soprattutto a questi livelli. Tutto quello che il Bologna non doveva fare lo ha fatto. I pericoli da corner (allarme rosso), la costruzione dal basso, una uscita a vuoto del portiere, una palla persa: troppi errori per essere in un quarto di finale di Europa League. L'attenzione maniacale è determinante quando si incontrano formazioni che valgono 500 milioni di euro. Non si era vista questa differenza nel primo tempo, il Bologna avrebbe meritato ampiamente il vantaggio, ma poi la qualità di una squadra candidata ad alzare la coppa presenta il conto proprio quando meno te lo aspetti. Una occasione, un gol. E così via a oltranza, sui tuoi errori. Il calcio è semplice direbbe qualcuno, ed effetti è così: basta fare meglio le piccole cose. Il Bologna, di cose, ne ha fatte bene diverse nei primi quarantacinque minuti, soprattutto per come ha comandato la partita, tuttavia si è inviluppato sui suoi atavici difetti autolesionistici, quelli che condannano molto di più rispetto al valore dell'avversario. Nel calcio fare bene dieci cose non serve a molto se poi si sbagliano quelle tre che fanno vincere gli altri.
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