Dovbyk alla riscossa: il Bologna come opportunità di rilancio
Artem Dovbyk riparte da Bologna con una missione piuttosto chiara: dimostrare che il centravanti capace di dominare la classifica marcatori della Liga non è stato soltanto una parentesi. Il club rossoblù lo ha prelevato dalla Roma in prestito fino al 30 giugno 2027 con opzione per l'acquisto definitivo, consegnando a Domenico Tedesco un attaccante che, per caratteristiche, sembra adattarsi bene al calcio verticale e aggressivo immaginato dal nuovo tecnico.
È un'operazione che contiene inevitabilmente una quota di rischio, soprattutto dopo una seconda stagione romana pesantemente condizionata dai problemi fisici. Ma proprio questo rende Bologna una destinazione interessante per l'ucraino: meno pressione rispetto alla capitale, un progetto tecnico che lo ha voluto espressamente e soprattutto un allenatore disposto a costruire una parte importante della fase offensiva intorno alle sue qualità.
Dal Girona alla Roma: cosa si è inceppato per Dovbyk
Per capire perché si possa parlare di rinascita bisogna tornare alla stagione 2023/24. Con il Girona Dovbyk fu uno dei protagonisti della grande sorpresa della Liga: 24 gol in 36 partite di campionato, titolo di capocannoniere e qualificazione alla Champions League per la squadra catalana. Non era soltanto un finalizzatore. Quella versione dell'attaccante ucraino combinava potenza, profondità e una notevole capacità di sfruttare gli spazi generati dai movimenti dei compagni.La Roma investì su di lui nell'estate successiva e il primo anno italiano, pur senza raggiungere le vette spagnole, produsse comunque 17 reti considerando tutte le competizioni. Il vero passo indietro arrivò nella stagione seguente, conclusa con appena tre gol in 13 presenze e soprattutto con una lunga assenza legata ai problemi fisici. Complessivamente lascia momentaneamente Roma dopo 63 presenze e 20 reti in due stagioni.
Il tema, dunque, non è recuperare un giocatore che abbia dimenticato come si segna, ma riportare alla continuità un centravanti che nell'ultimo anno non ha praticamente avuto la possibilità di costruirsela. È una differenza sostanziale.
Tedesco lo ha voluto personalmente
Uno degli elementi più significativi dell'operazione riguarda proprio Domenico Tedesco. Prima della conclusione dell'affare, l'allenatore ha parlato direttamente con Dovbyk manifestandogli la propria fiducia e prospettandogli un ruolo importante nel nuovo progetto. Il centravanti ha successivamente spiegato che proprio Tedesco e la dirigenza sono stati decisivi nella scelta di Bologna, sottolineando la volontà di tornare a giocare con continuità e recuperare la forma migliore. Lo stesso calciatore ha spiegato bene come la volontà dell’allenatore sia stata decisiva.Non è un dettaglio secondario. Dovbyk arriva in Emilia sapendo di essere stato scelto e non semplicemente collocato sul mercato dalla Roma. Per un giocatore reduce da un'annata frammentata, ritrovare immediatamente una centralità tecnica può diventare un fattore importante anche dal punto di vista mentale.
Il Bologna, inoltre, lo conosceva già da tempo. La dirigenza rossoblù aveva seguito l'attaccante anche prima della sua definitiva esplosione al Girona e ha sfruttato la trattativa che ha portato Santiago Castro nella capitale per riaprire il dossier sull'ucraino.
Il Bologna di Tedesco vuole andare velocemente in verticale
Per comprendere come Dovbyk possa essere utilizzato bisogna partire dalle prime indicazioni offerte dal nuovo allenatore. Alla presentazione Tedesco ha parlato di un calcio offensivo, fluido, propositivo e costruito attraverso giocatori coraggiosi, lasciando aperta la possibilità di utilizzare sia il 4-3-3 sia il 4-2-3-1.Durante il ritiro, però, sono emersi principi ancora più concreti. Negli allenamenti Tedesco ha insistito sulla pressione alta, sulla riaggressione immediata e soprattutto sulla ricerca rapida della profondità dopo pochi passaggi a centrocampo. La palla deve avanzare velocemente quando si apre lo spazio, senza trasformare il possesso in un esercizio sterile. È probabilmente questo l'aspetto che può esaltare maggiormente Dovbyk.
L'ucraino non è un centravanti che offre il meglio trascorrendo gran parte della partita spalle alla porta a partecipare alla costruzione lontano dall'area. Può proteggere il pallone e dialogare con i compagni, ma la sua caratteristica più pericolosa rimane l'attacco dello spazio. A 189 centimetri possiede struttura per reggere il contatto con i centrali, ma contemporaneamente dispone della potenza necessaria per aggredire la profondità.
Dovbyk come punto di riferimento del 4-3-3
Nel 4-3-3 provato da Tedesco durante la preparazione, Dovbyk può diventare il vertice capace di dare una direzione all'intero reparto offensivo. Ai suoi lati il Bologna dispone di giocatori che amano partire larghi e poi occupare zone più interne, creando continuamente occasioni per il numero nove.Riccardo Orsolini, in particolare, rappresenta un complemento interessante. Se l'esterno riceve sulla destra e rientra sul mancino, Dovbyk può occupare i centrali e attaccare alternativamente primo palo e zona centrale. Sul versante opposto, giocatori più portati all'uno contro uno e all'attacco dello spazio possono invece sfruttare il lavoro della punta per inserirsi alle sue spalle.
Il vantaggio per Tedesco sarebbe duplice. Con una linea difensiva avversaria alta, Dovbyk può essere cercato direttamente alle spalle dei centrali. Contro squadre più basse, invece, il suo fisico diventa prezioso per riempire l'area e trasformare cross e palloni laterali in occasioni concrete. Il Bologna ufficialmente lo descrive proprio attraverso questa combinazione: forza fisica, capacità di attaccare la profondità e presenza dentro l'area.
Non soltanto gol: servirà anche nel pressing
L'altra grande sfida sarà senza palla. Tedesco pretende intensità e pressione avanzata e il centravanti rappresenta inevitabilmente il primo difensore della squadra.A Dovbyk non verrà richiesto semplicemente di correre verso i centrali avversari. Il compito più importante sarà indirizzare la costruzione: oscurare determinate linee di passaggio, accompagnare il pallone verso una zona prestabilita e far partire la pressione degli esterni e dei centrocampisti.
È qui che il lavoro tattico può diventare particolarmente importante. Tedesco è un allenatore abituato ad adattare struttura e altezza del pressing alle caratteristiche dell'avversario, privilegiando organizzazione e occupazione razionale degli spazi rispetto alla rigidità del modulo. Durante le sue precedenti esperienze ha più volte evidenziato l'importanza di recuperare il pallone senza perdere equilibrio, mentre a Bologna ha già portato esercitazioni basate sulla pressione continua e sulla verticalizzazione immediata dopo il recupero.
Per Dovbyk significa poter diventare anche il destinatario immediato della transizione: recupero alto, pochi secondi per arrivare alla porta e il centravanti già posizionato tra i difensori.
Meno costruzione, più palloni nelle zone decisive
La possibile rinascita dell'ucraino dipenderà anche da una questione molto semplice: dove riceverà il pallone.Il miglior Dovbyk è stato quello servito in condizioni dinamiche, con la possibilità di muoversi dentro e alle spalle dell'ultima linea. Se Bologna riuscirà a evitare di trasformarlo in un riferimento isolato, costretto sistematicamente a ricevere lontano dalla porta contro due difensori, il suo rendimento potrebbe cambiare radicalmente.
Tedesco sembra voler costruire proprio questo tipo di scenario. La verticalità richiesta in ritiro, gli esterni offensivi pronti a muoversi verso l'interno e la possibilità di alternare 4-3-3 e 4-2-3-1 dovrebbero garantire all'ucraino maggiore presenza intorno a sé.
Nel secondo sistema, per esempio, un trequartista può avvicinarsi molto al centravanti e raccogliere le seconde palle generate dai suoi duelli. Dovbyk potrebbe così alternare movimenti incontro e corse profonde, senza essere obbligato a interpretare ogni azione nello stesso modo.
Bologna come occasione ideale per ricominciare
Il Bologna non sta acquistando il Dovbyk dell'ultima stagione, ma sta scommettendo sulla possibilità di recuperare quello delle precedenti. È esattamente qui che si trova il senso dell'operazione.A 29 anni l'ucraino è ancora nel pieno della carriera e ha già dimostrato di poter segnare con continuità in un grande campionato europeo. Allo stesso tempo arriva da un'annata nella quale infortuni e mancanza di ritmo hanno profondamente alterato il suo rendimento. La sua nuova squadra può offrirgli ciò che oggi gli serve maggiormente: centralità, continuità e un'identità tattica precisa.
Dovbyk dovrà naturalmente riconquistare brillantezza fisica e fiducia. Il Bologna, però, sembra avergli preparato un contesto favorevole. Tedesco vuole una squadra aggressiva, verticale e capace di arrivare rapidamente negli ultimi trenta metri; caratteristiche che possono ridurre la distanza tra il centravanti e la porta e moltiplicare le situazioni in cui l'ucraino sa essere realmente decisivo. La speranza dei tifosi è quella di osservare una squadra competitiva e in grado di lottare su più fronti. Non è un caso che, nonostante non sia tra le favorite per il campionato, il Bologna venga inserito nel novero delle squadre con più possibilità di arrivare in fondo nella coppa nazionale, come si può evincere dalle quote coppa italia.
Il talento realizzativo non è scomparso. La vera sfida sarà rimetterlo nelle condizioni di manifestarsi con regolarità. E dopo due stagioni romane dai volti molto diversi, Bologna potrebbe rappresentare esattamente il terreno di cui Dovbyk aveva bisogno per ricominciare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA