Il punto del Cor Sport
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«Oggi è il momento di gòdere». Frase maxima, apoteosi del thiagomottismo e slogan di un anno vissuto incredibilmente' scrive Giorgio Burreddu su Stadio.
Ieri è stato l'anno di Thiago Motta sulla panchina rossoblù. Una avventura iniziata non nel migliore dei modi, pronti via e sconfitta contro l'Empoli e relativi dubbi su un immediato esonero, ma chiusa con il record di punti e un carico di entusiasmo che da tempo non si vedeva in città. A Parigi lo chiamavano il paron, il capo, e in effetti dopo un anno il mondo Bologna è stato stravolto dalla rivoluzione di Thiago; oltre ai risultati e al gioco ci sono state le varie punzecchiature, prima a Zirkzee, poi ad Arnautovic, infine alla società e alla stampa. Ma ha dato la scossa, che si era intravista nella sconfitta 3-2 a Napoli e poi emersa con le prime vittorie contro Lecce, Monza, Torino e Sassuolo, senza dimenticare il ritorno con tutte le grandi fermate e i 54 punti che segnano una linea netta con il passato. E se pubblicamente Motta non deroga da frasi classiche 'dobbiamo dare il massimo, 'pensiamo al presente', 'ogni partita è una storia diversa', nel privato si scioglie con famiglia, diventando più affettuoso, uno che scherza e sta al gioco. A Bologna ha invece girato poco, il suo tragitto è sempre stato Casteldebole-hotel prima di acquistare casa in centro, ma il succo non è mai cambiato: testa al lavoro.
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