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BOLOGNA, ITALY - FEBRUARY 11: Thiago Motta head coach of Bologna FC during the Serie A TIM match between Bologna FC and US Lecce - Serie A TIM at Stadio Renato Dall'Ara on February 11, 2024 in Bologna, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
A Bologna in queste ore si respira un'aria particolare. Quel non so che di dolce amaro aleggia tra i portici addobbati a festa. I sentimenti di ogni rossoblù si dividono tra la gioia dei festeggiamenti Champions, che due giorni fa ha pervaso la notte bolognese e ha colmato Piazza Maggiore di euforia, e il rammarico per l'addio di Motta, ormai ufficiale. C'è anche chi, nello scalpitio generale, si è fatto prendere dalla rabbia per un futuro sempre più florido sotto l'ala di Thiago, ormai sfumato, e un cammino che lui stesso ha voluto troncare con la società a percorso avviato.
Infatti, seppur la paura c'era e il pensiero di un possibile addio era costante, tutti speravano nell'attaccamento di Motta e molti erano sicuri che nessuno avrebbe mai potuto lasciare una squadra dopo una stagione di questo tipo, una Champions che non arrivava da 60 anni e la possibilità di giocarsi ora ogni carta possibile per dimostrare all'Europa le proprie potenzialità.
Thiago, da parte sua, ha lasciato un messaggio deciso: "Grazie a Bologna, mi hai reso un uomo fiero e felice". Poche son le parole che restano e riprendendo quelle del Corriere dello Sport: il calcio è questo, amarsi, per poi dirsi addio. Un addio che sarà difficile da credere e da metabolizzare verso un allenatore che, certamente, i bolognesi ringrazieranno sempre.
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