01:25 min
tuttobolognaweb news Bologna: il rapporto della città con il gioco fisico e online

news

Bologna: il rapporto della città con il gioco fisico e online

Redazione TuttoBolognaWeb
La storia del gioco d’azzardo a Bologna affonda le sue radici nel Medioevo, quando le osterie del centro storico diventavano il vero cuore pulsante della città

Bologna ha intrecciato la propria identità con il gioco d’azzardo, passando dalle bische fumose nelle osterie del centro storico alle piattaforme digitali. La città vive quindi un rapporto ambivalente con il gioco: da una parte tradizione, mondanità e intrattenimento, dall’altra i rischi legati alla ludopatia e all’enorme volume di denaro che passa per slot, scommesse e casinò digitali. Ecco un’analisi del rapporto della città Dotta con il gioco d’azzardo.

I casinò fisici e i luoghi storici del gioco a Bologna

—  

La storia del gioco d’azzardo a Bologna affonda le sue radici nel Medioevo, quando le osterie del centro storico diventavano il vero cuore pulsante della città. In questi locali, ad esempio nella zona del Marcato di Mezzo, si mangiava, si beveva e, soprattutto, si giocava: qui nascevano numerose bische clandestine. Del resto, il periodo medievale è per Bologna il periodo più ricco di storia. I famosi portici sono patrimonio Unesco e ogni anno c’è un festival per celebrarli, occasione per rivivere anche i successi della città, come lo scudetto del 1925 del Bologna calcio.

Accanto al mondo popolare delle osterie, anche i palazzi nobiliari bolognesi ospitavano sale da gioco più riservate, dove le famiglie più importanti coltivavano una vera passione per la vita mondana e per il gioco d’azzardo. Da questo humus nacque, in epoca napoleonica, la Società del Casinò di Bologna, destinata a diventare un luogo centrale per la vita culturale e sociale della città.

L’avvento del gioco online e i numeri a Bologna e dintorni

—  

Negli ultimi anni, lo scenario è cambiato radicalmente: il web è diventato il nuovo epicentro del gioco d’azzardo, spostando gran parte dell’esperienza dal tavolo fisico allo schermo del computer o dello smartphone. Le stesse sensazioni di intrattenimento e “evasione” che un tempo si respiravano nelle osterie storiche oggi vengono ricercate sulle piattaforme di casinò online, che offrono slot, tavoli live, roulette e scommesse sportive a qualsiasi ora. I numeri che riguardano Bologna e l’Emilia-Romagna parlano di un fenomeno ormai gigantesco. Nel 2024, in regione sono stati giocati oltre 10 miliardi di euro, con perdite complessive pari a circa 1,57 miliardi, e Bologna risulta il capoluogo di regione con i dati più preoccupanti a livello nazionale, pur non essendo più il territorio con la spesa pro capite più alta della regione. Zola Predosa rappresenta un caso emblematico: nel 2024, solo nel gioco online sono stati spesi circa 133 milioni di euro, una cifra che equivale a oltre 9.600 euro giocati a testa se ripartiti idealmente su ogni abitante del comune. Anche nel contesto bolognese, la popolarità del gioco online sta crescendo sempre di più. Gli utenti si sentono sicuri, anche grazie alle norme messe in atto negli anni, che hanno contribuito a rendere i casinò digitali sempre più affidabili, e a diversi siti di comparazione, come iGamingNuts, che permettono di confrontare le piattaforme digitali più sicure e certificate in Italia grazie a una pratica lista che ne descrive pro e contro. 


 

Prospettive future tra tradizione e digitale

Guardando al futuro, il rapporto tra Bologna e il gioco d’azzardo sembra destinato a rimanere complesso, sospeso tra la salvaguardia della propria storia e la gestione del fenomeno digitale in costante espansione. Proprio per questo, le prospettive per Bologna passano inevitabilmente da politiche di prevenzione sempre più mirate, da una forte azione di sensibilizzazione, comela campagna di comunicazione della Sanità dell’Emilia Romagna,  e da una regolamentazione capace di bilanciare intrattenimento, tutela dei cittadini e contrasto alle infiltrazioni criminali. La legge regionale che limita i punti fisici di gioco, insieme al monitoraggio dei flussi online, rappresenta un tassello importante, ma non sufficiente, in una strategia che deve coinvolgere scuole, famiglie, associazioni e mondo sanitario. In questo equilibrio tra bische di ieri e portali di oggi si giocherà il futuro del rapporto tra Bologna e il gioco d’azzardo, con l’obiettivo di preservare il lato ludico e sociale, riducendo al minimo i danni economici e umani.