Mercato rattoppato e insufficiente. Si naviga a vista verso il 2027. E le spiegazioni...
E' difficile non dare una insufficienza al mercato del Bologna. Ceduto tutto il cedibile, compreso Rowe all'ultimo giorno di mercato, si è deciso di badare al bilancio e non alla costruzione di una squadra da Europa. Ricordo le parole di giugno dell'Ad Claudio Fenucci 'servirà essere bravi a coniugare competitività e sostenibilità', frase che oggi appare decisamente chiara e limpida. La sessione di mercato è stata improntata al 30 giugno 2027, data di chiusura del bilancio, con un saldo attivo di oltre 50 milioni e cessioni per quasi 90, ma sui numeri è meglio fermarsi qui perché ci penserà l'Ad a snocciolarli in conferenza stampa, dopo che abbiamo passato tutta l'estate a suon di lezioni di economia e finanza via etere. E' la competitività a mancare, banalmente, e per una squadra di calcio è un colpo ferale all'entusiasmo della piazza, che si era esposta con 22mila abbonamenti a scatola chiusa e che ora si ritrova senza Lucumi, Freuler, Rowe e Castro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA