Perché Santander è così sottovalutato?

Perché Santander è così sottovalutato?

Attacco del Bologna numericamente a posto, ma si parla di un innesto ulteriore: perché Santander non viene mai considerato?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Leggevo le notizie degli ultimi giorni, ovvero di una offerta sontuosa di 14 milioni per Christian Kouamé. L’attaccante ivoriano è forte, ma davvero il Bologna avrebbe bisogno di spendere quelle cifre per un attaccante, dopo aver abbandonato per oltre un mese tutte le piste offensive che aveva seguito a inizio estate? Se il Bologna avesse un problema offensivo, cioè la latitanza di un bomber da ‘doppia cifra’, lo risolverebbe con Kouamé? E soprattutto, perché non si considera mai l’apporto di Santander?

Andiamo con ordine. Kouamé è un ottimo giocatore, per me un eccellente prospetto su cui varrebbe la pena investire se ci fosse un club chiamato a completare l’organico con un giocatore futuribile. Tuttavia, il Bologna è numericamente a posto e ha imbastito una strategia chiara da luglio in avanti: confermare Destro e Santander. La domanda è: due amichevoli, una giocata male da tutta la squadra, l’altra giocata per mezz’ora, valgono già adesso la bocciatura di Destro? E inoltre, Federico Santander, che fino a qui non ha ancora giocato, sulla base di cosa lo si sta valutando?

Per una società di calcio, virare di 180 gradi nelle strategie ad agosto può significare una cosa: non c’erano idee chiare prima. Ad oggi il reparto avanzato rossoblù è composto da tre titolarissimi: Orsolini a destra, Sansone a sinistra e Soriano in mezzo, mentre davanti l’abbondanza porta addirittura tre giocatori a contendersi una maglia (Palacio, Destro e Santander). L’ingresso di un nuovo attaccante presuppone l’uscita di qualcuno, ma chi? Santander ha negato la pista cinese e sembra propenso a restare, Destro – tra l’altro legatissimo a Mihajlovic – è difficilmente piazzabile e Palacio non si tocca.

Ma il punto non è questo, piuttosto investire 14 milioni su un giocatore forte ma che, ad oggi, non garantisce la doppia cifra abbondante, ovvero il presunto problema di questo Bfc. La domanda è: prenderemmo Kouamé per risolvere questa tematica o piuttosto per dotare la rosa di un altro giocatore polifunzionale? La squadra con Mihajlovic gioca a calcio e crea occasioni, mentre per quanto riguarda le reti segnate il dato delle ultime 12 partite dello scorso campionato è chiaro: media di 2.3 gol segnati a partita. Domanda provocatoria: se davvero ci sono ancora 14 milioni di budget da spendere, perché non investirli in mediana?

Ma chiudiamo con Santander, il soggetto di questo Spunto e su cui proveremo a rispondere alla domanda del titolo. Il ropero non ha quasi mai goduto di buona stampa fin da subito, lo abbiamo trattato come un giocatore qualsiasi, quasi non meritorio della Serie A, lo abbiamo considerato sovrappeso e fragile, soprattutto non ‘da doppia cifra’. Eppure Santander nella sua carriera europea, con le ultime due stagioni difficili (infortunato a Copenaghen nel 2017/2018, inserito in un pessimo Bfc di Inzaghi l’anno scorso), ha segnato in media su 4 stagioni un gol ogni due partite in campionato.

Non solo, ormai Santander si porta dietro l’etichetta di attaccante forte di testa, come quasi non avesse due piedi per giocare, passare o tirare un pallone. Per la platea bolognese Santander è rimasto un giocatore perfetto per il non gioco di Inzaghi, ovvero palla buttata in avanti sperando in una spizzata. Non credo sia così, anzi il gioco di Mihajlovic, molto basato sulla spinta degli esterni, potrebbe valorizzare proprio un centravanti che attende i cross dal fondo e che mai si è tirato indietro quando si è trattato di aiutare la squadra venendo a prendere palla o iniziando il pressing sugli avversari. E non ho aperto un capitolo sulla tempra caratteriale del ragazzo, altro vero punto di forza.

E allora inizio a pensare che Santander sia sottovalutato principalmente per responsabilità nostra, perché fin da subito non lo abbiamo considerato pronto per la A, influenzando quindi l’opinione pubblica, come invece lui ha ampiamente dimostrato di essere. Sia chiaro, l’arrivo di Kouamé non mi porrebbe certo sull’Aventino, lo ripeto, è forte e mi piace tantissimo, ma lascerebbe qualche dubbio sulla strategia di mercato: ad oggi davanti abbiamo Orsolini e Skov Olsen a destra, Sansone e all’occorrenza Palacio a sinistra, Destro, Santander e ancora Palacio per il ruolo di centravanti. Caratteristiche complete e diverse su ogni ruolo e tutti giocatori con gol in canna. In sintesi, se ci sono 14 milioni da spendere, facendo due conti della serva, perché non prendere subito Dominguez? Perché non provare a fidarsi di Santander che ha tenuto in piedi la baracca quando il capocantiere Inzaghi ha rischiato di far crollare tutto?

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  1. mariat - 2 mesi fa

    rispondo in ritardo purtroppo.faccio i complimenti a Minguzzi sono daccordissimo di quello che dice su Santander,purtroppo ci sono giornalisti (tipo Civolani)che non vogliono vedere la realtà per partito perso,senza mai averlo visto avevano cominciato a dire che era un pippone,Trovate un attacante come Santander a 6/7 miglioni.

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